La zona del Parco Val Grande e i suoi Prodotti tipici
E’ l’area selvaggia più vasta d’Italia, ma anche uno straordinario museo all’aperto della passata civiltà alpina, oggi riportata in vita da alcuni nuovi “pionieri del gusto” grazie alle loro produzioni tipiche. Piccoli imprenditori che hanno scelto di vivere la loro vita in armonia con la natura e che, da essa, traggono il loro sostentamento attraverso la trasformazione appassionata dei prodotti di questa terra. Le loro produzioni, lontanissime da quelle industriali, esprimono passione, tipicità, genuinità, carattere e unicità ma anche un legame alla selvaggia Val Grande attorno a cui svolgono la loro attività. La Val Grande difatti è un’area pressoché abbandonata da oltre 50 anni e le attività produttive si svolgono nelle aree perimetrali o immediatamente al suo interno, mentre l’alpicoltura tradizionale si sta sperimentando anche nelle aree più interne giacché la pastorizia, soprattutto caprina e ovina, è stata a lungo il sostentamento di questa porzione estrema del Piemonte. L’Ente Parco affianca alla tutela del suo patrimonio ambientale e culturale quella dei suoi prodotti tipici, promossi, tra l’altro, attraverso la rassegna gastronomica “I Sentieri del Gusto”; appuntamento ormai decennale che si tiene ogni autunno nella provincia del Verbano Cusio Ossola. GUSTARE L’ITALIA GUSTARE L’ITALIA GUSTARE L’ITALIA
Caprino della Val Grande

In epoche passate, quando la civiltà alpina ricavava la propria sussistenza esclusivamente dal proprio territorio, anche i lembi di terra più impervi venivano sfruttati, così i prati impervi di cui è ricca la Val Grande venivano fatti pascolare da greggi di capre. Oggi pochi appassionati produttori caesificano il latte caprino in tome che mostrano nel loro sapore, lontanissimo da quello dei formaggi di capra prodotti industrialmente, l’unicità selvatica della Val Grande.

E’ il capostipite di tutte le tome di montagna che si producono nell’Ossola e nella Val Sesia. Si tratta di un formaggio grasso, ma si caratterizza perché è destinato a una stagionatura più lunga e, dunque, deve essere prodotto con latte parzialmente scremato (per affioramento). Le forme hanno un peso variabile (tra i 5 e i 6 chili); la crosta, di media consistenza, ha un colore che va dal giallo-marrone chiaro al marrone-grigio a seconda della stagionatura. La pasta, compatta e dura, può essere di colore giallo paglierino o giallo carico e presenta, in genere, un’occhiatura piccola, rada e irregolare. Per produrre l’Ossolano si effettuano due rotture della cagliata: la prima – grossolana – dopo la coagulazione (a 30 gradi), la seconda – più fine, a chicco di riso di mais – durante la fase di cottura (a 40 gradi). Dopo l’estrazione manuale con i teli, la pasta è collocata nelle fascere, pressata energicamente e salata su entrambe le facce (a secco o in salamoia). La stagionatura va da un minimo di 3 a un massimo di 14 mesi.
Miele Valgrande

Pane nero di Coimo

Il pane nero di Coimo ha origini remote; anticamente veniva prodotto con farina di grano saraceno, oggi l’impasto si realizza con farina integrale di segale (80/90 %), farina di frumento, acqua, sale, lievito naturale e lievito di birra. La pagnotta ha forma tondeggiante e piatta con crosta marrone scura e mollica compatta, la pezzatura è di circa 700/800 g, il sapore fragrante e deciso. Viene prodotto a Coimo, frazione di Druogno (VB) in Valle Vigezzo.
Carne bovina della Val Grande

La carne proviene da un piccolo branco di vacche che ogni estate risale il versante nord della Val Grande fino al Passo di Scaredi per poi ridiscendere all’Alpe La Balma.
Salumi Ossolani

I salumi della Valle Ossola serbano nelle loro carni una ricchezza di profumi e di gusti legati alla terra in cui nascono: sentori animali, di bosco e sottobosco, castagne e frutta secca si accompagnano a sensazioni di morbidezza, dolcezza, succulenza e burrosità. Tra i prodotti di spicco il salame di capra con note speziate intense, il violino di capra, dal profumo atavico e sentori di selvatico, quercia e ginepro; la mortadella di fegato, dritta o contorta a mo’ di ciambella e la bresaola ossolana ottenuta dalla sottofesa e dal magatello. Una varietà di sapori originali da gustare con tutta calma.
Prosciutto tipico della Valle Vigezzo

Il prosciutto tipico della Valle Vigezzo ha la sua peculiarità nella lavorazione antica che originariamente avveniva anche nel Comune di Trontano, all’imbocco della Vallata. La coscia di maiale dopo un periodo di quaranta giorni nel quale rimane immersa nella salamoia, viene affumicata al ginepro, un arbusto profumatissimo e balsamico. Durante questo passaggio importantissimo le carni assorbono le sostanze aromatiche liberate dalla combustione della pianta. Segue un primo periodo di stagionatura che precede una seconda affumicatura. A questo punto l’aroma del ginepro è stato definitivamente assorbito dalla carne che, dopo la stagionatura all’aria fresca di montagna, diviene a tutti gli effetti Prosciutto Tipico della Valle Vigezzo.
Acqua Minerale Vigezzo

Utilizzata sin dal 1895 per alimentare l’acquedotto di Malesco, la sorgente dai primi anni Sessanta destò l’interesse di un gruppo di imprenditori ossolani che diedero vita alla “Società Terme Vigezzo s.n.c.”. La società garantì al Comune una valida sostituzione di tale risorsa idrica, attingendo ad una ricca falda d’acqua a 65 metri di profondità, e diede così il via all’attività di imbottigliamento e commercializzazione dell’acqua vigezzina. L’acqua minerale della Fonte Alpia è la più leggera delle acque oligominerali. Gradevole al gusto per la sua equilibrata mineralizzazione e per la qualità dei suoi componenti. Viene imbottigliata come sgorga dalla sorgente (naturale); lievemente addizionata o addizionata di anidride carbonica (lievemente frizzante e frizzante).
fonte:sitouff.parcovalgrande








