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Angera. Terra rinomata nel XVI e XVII sec. per la produzione di eccellente vino che giungeva sulle tavole della Signoria milanese, mantenne la coltivazione della vite sino alla seconda metà del 1800, dove a causa delle epidemie di fillossera riconvertì i vigneti in coltivazioni per il baco da seta. Sino alla prima metà del 1900 rimase comunque un territorio nel quale si manteneva un’abbondante  vinificazione mediante l’acquisto di uve provenienti da altre parti d’Italia. Recentemente si è ridata vita alle antiche zone di produzione concentrate per lo più nell’area collinare.

Il Vino di Angera

Testimonianza concreta della valorizzazione dei vitigni autoctoni

Il Vino di Angera rappresenta il risultato tangibile della relazione tra vino, territorio e ambiente del Lago Maggiore a dimostrazione del vivo legame tra presente e passato. Fino a tutto il 1870 il paesaggio della zona di Angera, lungo la sponda sud orientale del Lago Maggiore, si caratterizzava per la presenza di vigneti in grado di produrre vini di buona qualità; i torchi della Rocca D’Angera e dell’Eremo di Santa Caterina Del Sasso rappresentano evidenti testimonianze storiche a conferma di questa tradizione enologica. Oggi il vino estratto dai vitigni locali si sta ritagliando uno spazio degno di nota, e i produttori locali stanno cercando di ottenere l’Indicazione Geografica Tipica (I.G.T.) “Ronchi Varesini” ai bianchi, ai rossi e ai rosati prodotti dalle aziende bosine.

Il nome prende spunto dalla caratteristica coltivazione a terrazzamenti (ronchi) assai diffusa nella provincia di Varese sin dai tempi di Carlo Borromeo. L’intento dei produttori è che in provincia di Varese venga riconosciuta nuovamente quella vocazionalità, necessaria ad un potenziamento del settore vitivinicolo, in termini di superfici e qualità.

L’intera produzione viene oggi assorbita dal mercato locale, principalmente ristoratori particolarmente sensibili alla valorizzazione dei prodotti enogastronomici del territorio; trovare delle bottiglie è quindi una missione non facile, ma questo rappresenta valore ed unicità.

 

Fonte: uff.stp.prov.varese

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