Sentiero Rituale in Basilicata: una scelta nella terra dei simboli
Maratea e i Sassi, le Dolomiti e il Vulture, mar Jonio e mar Tirreno, le Grotticelle e le Murge, e l’Agri e il Sauro e il Basento, la Valeriana e il Fior di Loto… non dimenticando Potenza! Ma come si può ricordare e vedere tutto, in una terra che è viva e si fa sentire da 800.000 anni? Dobbiamo fare una scelta. Questa.
IL SENTIERO RITUALE – cuore del Sentiero Rituale in Basilicata
Il “Sentiero Rituale”, che dalla curva del Monticello porta alla Rocca del Cappello, fa venire alla mente le strade pavimentate con pietre piatte dell’isola di Pasqua, sulle quali, secondo la leggenda, i Moai camminarono in senso orario attorno all’isola.
Lungo il sentiero rituale vi sono cinque coppie di vasche scavate, i cosiddetti “Palmenti”, che ti accompagnano fino alla Rocca del Cappello. Dovevano servire a raccogliere l’acqua piovana usata per le abluzioni durante il rito processionale che si concludeva con la cerimonia religiosa.
Queste vasche rudimentali servivano a favorire la decantazione dell’acqua lustrale come le vasche dei santuari egizi. Faceva parte dei riti in onore delle divinità astrali bagnarsi con l’acqua di stelle, un’acqua ferma che fosse stata tutta la notte sotto le stelle durante il novilunio dei Pesci, l’unico momento in cui la luna è totalmente nascosta dal sole. Era un bagno purificatore di buon auspicio per l’inizio di un nuovo anno.
UN VIAGGIO NEI SIMBOLI – il Sentiero Rituale in Basilicata tra mito e astronomia
I cerchi scolpiti
Il cerchio scolpito in fondo al primo tratto del Sentiero è orientato verso est, dove sorge il sole alle 6.30 dell’equinozio di primavera. È l’ora dell’inizio: Horus è l’incarnazione egizia del sole.
Il cerchio con le due scalanature a destra, scolpito sul “Cappello” della Rocca, potrebbe rappresentare il Sole con corna bovine o piume, appannaggio degli dei. Dà l’idea del disco solare “pteroforo”, portatore di due flabelli, secondo tradizione tolemaica.
La stessa Rocca del Cappello potrebbe essere una forma stilizzata di un Toro, animale amato dagli egizi e presente anche nelle tradizioni nuragiche.
Il Fiore di Loto
La figura scolpita sul gradino sembra rappresentare un “fiore di loto primordiale”, talvolta assimilato al sole, simbolo anch’esso di Horus, oppure un fiore di loto trasformato in piccola palma, come quello raffigurato in testa alle sacerdotesse di Iside.
Il monogramma
Il monogramma inciso su una lastrina di pietra rossa, ritrovata presso la Rocca del Cappello, potrebbe rappresentare il famoso “nodo di Iside”, amuleto diffusissimo fra gli antichi egizi, poi soppiantato nell’età augustea dal “nodo di Salomone”, diffuso dal Cristianesimo.
Com’è andata? Lo sai quanti secoli hai attraversato? E quante religioni? E non ti sei mosso dall’Italia. L’Italia, già, questa sconosciuta…
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