La volpe di Teumesso, Teumessia e Lelapo
Nella mitologia greca la volpe di Teumesso era una gigantesca volpe che era destinata a non essere mai catturata. Si diceva che fosse stata inviata dagli dei, per depredare i figli di Tebe come punizione per i crimini commessi. Creonte, l’allora re di Tebe, impose ad Anfitrione l’impossibile compito di uccidere questa bestia. Anfitrione scoprì una soluzione apparentemente perfetta al problema recuperando il cane Lelapo, che era destinato a catturare tutto ciò che inseguiva, al fine di scovare la volpe. Lelapo era tanto veloce che per volere divino nessuna preda riusciva a sfuggirgli. Teumessia, invece, che per volere degli dei non sarebbe mai stata acciuffata, doveva essere placata ogni mese con il sacrificio di un bambino. Si cominciò dunque a discutere nell’Olimpo come risolvere l’intricata e contraddittoria questione e l’inseguimento continuò ma Laelapo non riuscì a catturare la volpe Teumessia, ma nemmeno la volpe Teumessia riuscì a liberarsi dal cane.
Il cane e la volpe
In Tessaglia non ne potevano più; il cane cacciava senza sosta la volpe che sfuggiva inafferrabile: e questo portava scompiglio, disordine e disagi ovunque. Zeus guardò giù dal Monte Olimpo e osservò il paradosso che si stava verificando intorno a Tebe. Zeus decise che non poteva lasciare che la caccia continuasse sulla terra, e così mentre la volpe e il cane correvano sulla pianura di Tebe, il dio di fronte a un’inevitabile contraddizione dovuta alla natura paradossale delle loro abilità che si escludevano a vicenda, trasformò le due bestie in pietra. Così entrambe divennero due costellazioni, il Canis Major, Lelapo, e il Canis Minor, la volpe di Teumesso, e così l’inseguimento continua nel cielo notturno.












