Acmellaoleracea optimized
Acmellaoleracea Optimized

Acmella oleracea è una pianta erbacea, a fiore giallo o rosso della famiglia delle Asteraceae, nativa del Brasile, dove è chiamata jambu. Il fiore di Acmella è anche noto come “pianta del mal di denti” ed è utilizzato tradizionalmente, insieme ad altre parti della pianta, per trattare il dolore orale. Le proprietà analgesiche sono riferite principalmente all’azione dello spilantolo, un’isobutilammide in grado di promuovere un’azione anestetica locale. Le proprietà analgesiche, antinfiammatorie ed antiossidanti della pianta sono comunque attribuite ad un’ampia varietà di composti come fitosteroli, fenoli e, appunto, alcamidi.

Lo studio di Rondanelli e coll. (2020) rivede la letteratura disponibile sulle proprietà terapeutiche di A. oleracea e i risultati di 99 studi condotti in vitro e in vivo confermano le attività antinfiammatorie ed antiossidanti delle parti aeree della pianta. In particolare, gli effetti analgesici sono correlati all’inibizione della sintesi delle prostaglandine, all’attivazione dei sistemi serotoninergico e GABAergico, incluso il coinvolgimento dei recettori degli oppioidi, e alla significativa diminuzione dei livelli di interleuchine e TNF-alfa. Inoltre, è risultato che A. oleracea eserciti attività anestetica attraverso il blocco dei canali del sodio (voltaggio-dipendenti). È interessante sottolineare come lo spilantolo sia paragonato a un farmaco antinfiammatorio non steroideo (FANS), inibitore selettivo dell’enzima COX2, data la sua riportata capacità, ad esempio, di influenzare la produzione di ossido nitrico ed inibire la trascrizione dei principali mediatori proinfiammatori (NFkB, ATF4, FOXO1, IRF1). Infine, gli autori sottolineano come (in studi su Echinacea purpurea) le alcamidi siano state riportate in grado di interagire con i recettori dei cannabinoidi e come questo rappresenti un’ottima premessa per l’utilizzo anche di A. oleracea nel trattamento di varie patologie neuroinfiammatorie.Acmella oleracea potrebbe quindi essere un valido alleato per la gestione del dolore, soprattutto nelle malattie degenerative croniche, ma tutto ciò dovrà necessariamente trovare riscontro negli studi clinici.

Valentina Maggini Università degli Studi di Firenze

fonte: Fitoterapia33