Originaria dell’America centro-meridionale, ne esistono più di 500 specie ma l’unica specie coltivata in Italia che sopporta il gelo invernale dei nostri climi è la ‘Passiflora caerulea’. Il nome del genere, adottato da Linneo nel 1753 e che significa “fiore della passione” (dal latino passio=‘passione’ e flos=‘fiore’), gli fu attribuito dai missionari Gesuiti nel 1610, per la somiglianza di alcune parti della pianta con i simboli religiosi della passione di Cristo: i viticci, la frusta con cui venne flagellato; i tre stili, i chiodi; gli stami, il martello; la raggiera corollina, la corona di spine.
La Passiflora veniva utilizzata con scopi terapeutici fin da tempi antichissimi. Ancora oggi è usata soprattutto per la sua attività sedativa come rimedio per l’insonnia dovuta ad affaticamento, allo stress, alla depressione e a eccitazione cerebrale (per esempio in caso di studio intenso). Induce un sonno simile a quello fisiologico, senza causare né stordimento al risveglio, né assuefazione. È utile per controllare disturbi ansiosi, stati di eccitazione nervosa quali angoscia, palpitazioni, disturbi della menopausa) e, grazie anche alla sua attività sulla muscolatura liscia, riduce gli spasmi gastrici e il colon irritabile di origine nervosa.
Uno studio clinico effettuato su pazienti con disturbi ansiosi ha dimostrato che la somministrazione per un mese di estratto secco di Passiflora migliora significativamente il punteggio ottenuto nel test di Hamilton (specifico per misurare l’ansia) nel 43% dei soggetti trattati, mentre ciò si verifica solo nel 25% dei pazienti che ricevevano il placebo. D’altra parte, questa pianta è utilizzata nell’industria alimentare e nella cucina tradizionale per conferire sapore ad alcuni alimenti e bevande.
I frutti di Passiflora sono molto ricchi di vitamina C e di sali minerali; i fiori molto belli e sgargianti sbocciano in successione per tutta la bella stagione, attirano farfalle e api, e in estate lasciano il posto a piccole bacche di forma ovale, commestibili in alcune specie. Il “frutto della passione” è abbastanza particolare, all’interno della buccia coriacea delle bacche è contenuta una polpa non coesa, morbida, in cui annegano i semi. A differenza di numerosi altri prodotti naturali di erboristeria, la Passiflora si caratterizza per degli effetti davvero molto rapidi, se non addirittura immediati.
Trattandosi di un prodotto naturale non comporta controindicazioni, ad ogni modo non va mai utilizzato in modo eccessivo; la consulenza di un nutrizionista, anzi, può certamente essere opportuna.
Tratto da “Milano 24orenews Settembre 2014“











