Dipendenza Smartphone
Dipendenza Smartphone

Smartphone dipendenza.

Se in un passato non troppo lontano vacanza era sinonimo di chiudere con il quotidiano e lasciarsi tutto alle spalle, ora la situazione è decisamente cambiata.  Grazie all’avvento di questo piccolo oggetto intelligente, meglio conosciuto come smartphone, che accompagna ogni nostro passo, riuscire a staccare è diventato praticamente impossibile, anche in vacanza. Che si tratti di amici, familiari, il lavoro, notifiche di pagamenti, avvisi di riunioni condominiali o scolastiche, la nostra testa è tempestata da input esterni che ci rimandano a doveri e incombenze, non necessariamente urgenti.  Gli esperti di Guidapsicologi.it spiegano perché è fondamentale dire basta, imparare a spegnere il telefono, e recuperare una dimensione più umana e dei ritmi più naturali per riprendere possesso delle nostre vite e prenderci cura del nostro benessere psicofisico.

I danni psicofisici:
Come è risaputo e ampiamente dimostrato, i dispositivi tecnologici creano danni più o meno gravi non solo al nostro fisico, ma anche alla nostra mente. Tra i più comuni ci sono difetti di postura, il classico problema al collo dato dal fatto che si sta piegati in avanti e con la testa bassa reclinata verso lo schermo del telefono. Poi il mal di testa, dato sia dalla postura che dalle luci, e sempre a causa del troppo fissare lo schermo, problemi di vista, passeggeri o permanenti. Non sono da meno i danni che riguardano la mente, come l’insonnia, l’ansia e lo sviluppo di forme di dipendenza verso lo smartphone quali nomofobia, vibrazione fantasma e FOMO (Fear Of Missing Out) ovvero la paura compulsiva di perdere la possibilità di un’interazione sociale.

 Un’infinita corsa al like

Il continuo controllo ossessivo del telefono, oltre a essere dettato dalla sopracitata FOMO, e quindi dall’ansia di essere tagliati fuori, è dettato anche da una forte ansia da prestazione, rispetto a quanto pubblicato. Il numero di like, i commenti ricevuti, e le condivisioni si trasformano in unità di misura del proprio valore, e questo è fortemente deleterio per la percezione che si ha di se stessi. Si sviluppa una versione distorta della realtà, un gioco con delle regole proprie, spesso spietate, da cui non è possibile uscire indenni se non chiudendo definitivamente.

Il confronto continuo è una condanna all’eterna infelicità. Vivere con l’ossessione che ciò che facciamo debba essere sempre esposto al pubblico giudizio e in attesa di consensi è deleterio per la felicità. Si perde la prospettiva di fare le cose che ci piacciono per orientarsi verso quelle che piacciono agli altri. Allo stesso modo diventa pericoloso per il proprio benessere isolarsi dal mondo circostante e dalle persone per concentrarsi unicamente su ciò che avviene online.
Ecco alcuni semplici passi da seguire per passare un’estate tranquilla, dimenticandosi di tutto ciò che succede online e concentrandosi su ciò che si sta vivendo. Il qui e ora.

Passo 1: Eliminare le notifiche – attivare la modalità offline:
È la prima cosa da fare. Esiste la possibilità poco pubblicizzata di eliminare tutte le notifiche dal telefono. In questo modo si continuano a ricevere mail e messaggi su tutte le applicazioni, ma non si viene disturbati dal loro arrivo. Si può sempre entrare a vedere se ci sono novità importanti, un po’ come si faceva con la casella della posta analogica quando si aspettava una comunicazione importante. Il fatto di non ricevere continui incentivi a rivolgere il nostro sguardo verso lo smartphone ci aiuta ad essere più ricettivi verso ciò che avviene intorno a noi. Un’altra soluzione è attivare la modalità offline, così da non essere reperibile da nessuno. D’altra parte, siamo in vacanza!

Passo 2: Spegnere il telefono la notte e non guardarlo fino a dopo colazione:
Non c’è niente di peggio che lasciare il telefono accesso di fianco al letto, magari con la vibrazione e con le notifiche attive. La qualità del sonno è importantissima, e non merita certo di venire compromessa dall’arrivo di una newsletter che ci informa dei saldi imminenti. Allo stesso modo, è bene non utilizzare il telefono appena svegli. Iniziare la giornata con un bombardamento di notifiche non appena aver aperto gli occhi ci impedisce di svegliarci in modo tranquillo e rilassato. Soprattutto quando si è in ferie decidere di dedicare il giusto tempo a se stessi e al proprio riposo è più che lecito. 

Passo 3: Godersi pranzi, cene e persone:
Quando si è con amici passare il tempo con il telefono in mano è sintomo di maleducazione. Che senso ha uscire con qualcuno se poi quello che si fa è isolarsi per “parlare” virtualmente con altri? Così come non ha senso spendere per andare fuori a mangiare, se invece di godere delle prelibatezze che si ha nel piatto, ci si preoccupa di fotografarle per vedere se riscuoteranno consensi da parte della rete. Vivere esperienze e persone senza pensare alla possibile ripercussione social delle nostre azioni ci riporterà un piacevole senso di libertà e genuinità da tempo perduto.

Passo 4: Annullare disturbi anche se si è soli:
L’infinito volume di notifiche che tintinnano a ogni ora del giorno e della notte ci ha fatto perdere una capacità importantissima: quella di stare soli. Recuperarla e coltivarla è fondamentale, perché imparare a stare con sé stessi è alla base del sapere stare con gli altri. Per questo le notifiche vanno disattivate anche quando si è soli e in vacanza, perché dall’avvento dello smartphone il tempo per sé ha gradualmente perso il suo spazio, e tra il richiamo di un videogioco, una chat di gruppo e una videochiamata, si trova tempo per tutto e tutti ma ci si dimentica di sé.

Passo 5: Eliminare le app che ci creano dipendenza:
Che si tratti di social o giochi, ma anche fonti di informazione autorevoli, la borsa o qualsiasi app d’alto livello, poco importa. Se ci si rende conto che un’app diventa motivo di prendere il telefono e entrarvi continuamente, per aggiornare e vedere morbosamente le novità, allora è meglio prendere dei provvedimenti. Il rapporto con questa app potrebbe essere degenerato in dipendenza ed è bene rompere questa abitudine per recuperare la propria libertà.