Zanzare: intervista esclusiva al Prof. SPINELLO ANTINORI
Esperto di Malattie Infettive dell’Università di Milano e Ospedale Sacco analizza i dati SC Johnson sul rischio zanzare in Italia
Professore Ordinario di Malattie Infettive
Presso il Dipartimento di Scienze Biomediche e Cliniche dell’Università degli Studi di Milano
Direttore UOC Clinica Malattie Infettive ASST Fatebenefratelli Sacco
Direttore Scuola di Specializzazione in Malattie Infettive e Tropicali – UniMi
*Commento all’analisi SWOA maggio 2025 di SC Johnson su 1.200 italiani (20-50 anni)*
D: Professore, quanto è cambiata la presenza delle zanzare in Italia?
R: L’indagine SC Johnson rivela che gli italiani iniziano a comprendere come questi insetti non siano più solo un problema estivo. La loro attività si estende ormai da marzo a novembre, con picchi preoccupanti in primavera e autunno.
D: Dove si corrono più rischi di punture?
R: I dati confermano che località turistiche (65%) e parchi (57%) sono i luoghi più critici. Tuttavia, il vero pericolo sta nella zanzara tigre, ormai diffusa anche in contesti urbani, come dimostra il 54% che segnala infestazioni in casa.
D: Quanto è diffusa la consapevolezza sulle malattie?
R: Solo 49% degli italiani conosce i reali rischi di patologie come Dengue o West Nile Virus. Preoccupa che solo 1 su 2 si rivolga al medico, mentre il 68% cerchi informazioni online, spesso non verificate.
D: Si temono più le zanzare italiane o quelle estere?
R: Il 46% teme quelle tropicali durante i viaggi, ma il 37% sottovaluta i pericoli nel nostro Paese. Con i cambiamenti climatici, questa distinzione sta diventando sempre più labile.
Protezioni: suggerimenti
D: Quali sono le protezioni più efficaci?
R: Oltre a zanzariere (72%) e repellenti (67%), fondamentale è eliminare l’acqua stagnante – il 51% lo fa già, ma bisogna migliorare. Consiglio prodotti a base di Icaridina o DEET, verificando sempre concentrazione e durata.
D: Quanto contano le campagne di prevenzione?
R: L’82% degli intervistati chiede più informazione. Servono sinergie tra istituzioni e aziende come SC Johnson, produttrici di soluzioni efficaci come Autan®. I medici dovrebbero formarsi meglio su queste tematiche.
Preziosi consigli
D: Il suo consiglio finale?
R: Tre regole d’oro:
- Eliminare ogni ristagno d’acqua (sottovasi, grondaie)
- Usare repellenti certificati prima di uscire
- Consultare un infettivologo prima di viaggi a rischio
Per chi viaggia in zone endemiche, fondamentale la chemioprofilassi antimalarica e i vaccini disponibili (es. Dengue).










