ARTE, esposizioni. Piero Pompili alla Galleria Bianco Contemporaneo di Roma
Quando ho cominciato a scrivere storie fantastiche non mi ponevo ancora problemi teorici; l’unica cosa di cui ero sicuro era che all’origine d’ogni racconto c’era un’immagine visuale (…) sono le immagini stesse che sviluppano le loro potenzialità, il racconto, che esse portano dentro di sé (Calvino 1995; I, 704-05)
a cura di Rosario Sprovieri
La necessità di nutrimento l’amore, per ogni istante della vita è necessario disporre di cibo per l’anima e, l’arte è certamente linfa vitale, alimento prediletto del cuore.
Così, metti una sera d’inverno nella morsa di un freddo glaciale fra le gelide ventate che sferzano l’Urbe, una coppia di galleristi apra le porte della propria casa, per accogliere in quel nido intimo e amato, che è la loro dimora del cuore.
Con discrezione e sconfinato amore, questa sera, la coppia di galleristi, propone, un’anteprima, una serata speciale, un “curatissimo” piccolo scorcio, se vogliamo dire proprio una pillola d’arte di quello che sarà il vicinissimo grande evento che, loro stessi, ospiteranno presso la Galleria Bianco Contemporaneo, in Via Reno 18/A a Roma.
Il vernissage di: “Uomini e no”, la nuova mostra antologica di Piero Pompili, è già fissato per sabato 18 gennaio 2025 alle ore 17:00.
Rossella Alessandrucci e Antonio Martini, galleristi per passione, intendono consolidare così il lungo feeling con l’arte, rinnovando ancora la loro iniziativa culturale in favore della bellezza e della creatività, concedendo anche a noi questo appuntamento singolare, dove poter riflettere innanzi all’Hasselblad del talentuoso fotografo romano Piero Pompili.
Non tanti scatti, ma tutto rigorosamente in bianco e nero; in mostra scene e personaggi di un mondo solo apparentemente scomparso, periferie e superstiti di un universo di uomini e situazioni che sono appartenute ad Arturo e Cesare Zavattini e Franco Pinna, ma anche alla visione e alla letteratura di don Primo Mazzolari, ai giovani e alle speranze della scuola di Barbiana, ai ragazzi del pallonetto di Marotta, agli estromessi di Pier Paolo Pasolini e di Danilo Dolci.
Rossella e Antonio, questa volta, nell’invitare il piccolo drappello di amanti dell’arte, si sono presi davvero cura della nostra felicità, rendendo godibile e unico ogni momento che potevamo trascorrere sotto il loro tetto, è così che i galleristi, nel mentre cercano di aiutare gli artisti a mettere bene in scena le opere (alla maniera di Anselm Grün)
Artisti che curano maniacalmente ogni dettaglio, creativi che si prendono cura di tutte quelle piccole cose apparentemente insignificanti che, invece, diventano humus fertile, le sostanze più ricercate dall’anima, le vitamine che rinvigoriscono e impreziosiscono la vita.
L’arte, abbracciata così, è veramente nutrimento, cura, spiritualità, desiderio manifesto di comunicazione profonda, ebollizione e pathos, apertura e accoglienza del mondo e, allo stesso tempo, balsamo, unguento per le delusioni e le ferite e per tutte le inattese sconfitte.
Dicevamo, appena al riparo dai rigori del freddo di dicembre, appena varcata la soglia di casa Martini, ci ritroviamo d’improvviso catapultati in un mondo uniforme tutto di bianco, bianco che è il colore della purezza, colore portatore di pace.
Perché, soprattutto “i bambini. sono degli artisti nati, il difficile sta nel fatto di restarlo da grandi… ci ho messo tutta una vita per imparare a dipingere come un bambino”. (Pablo Picasso)
L’umanità convenuta mostra interesse reale, quel chiarore di luci, l’arredamento sobrio ed essenziale, fanno da cornice perfetta a poche opere fotografiche, scatti intensi sorprendenti che, ben s’incastonano nell’ambiente scrigno, come Spille di Cammeo Sardonico fra l’argento delle Perle.
Pompili non è solo un fotografo estremamente bravo, è un narratore talentuoso, un musicista innato che rimanda a suoni ancestrali, a ritmi primitivi di percussioni e di flauti intagliati da canne:
Il suo obiettivo diventa sempre un vero caleidoscopio, l’artista riesce a individuare gli specchi della vita, le forme, le immagini narranti e, tutta la bellezza dei fiori riflessi anche nel fango d’inzaccherate pozzanghere.
La sua è una narrazione epica, dove spiccano tante figure retoriche; è un tipo di racconto in cui è presente un continuo intreccio di storie. Pompili sa che: “Chi sa legare bene non ha né corde né nodi; eppure, niente può essere disfatto”. (Tao tê ching, XXVII Sec.)
Proprio sulla sequenza degli scatti del fotografo romano, possiamo rileggere la metafora, amata dall’Ariosto, quella della trasformazione del racconto in “tela”.
L’artista raccontatore, infatti, attraverso le istantanee delle sue opere, lascia costantemente un filo per afferrane un altro, poi continua a irrorare e a rinvigorire la storia intrecciando ancora due o più fili fra loro e, poi ancora a intesserne altri e altri ancora, fino a dare forma al suo grande almanacco narrativo, dove tutto è definito con una straordinaria molteplicità d’immagini, chiare ed eloquenti.
Che, solo ora, gode di un nuovo chiarore, dall’accendersi di quelle luci del palcoscenico, della incandescenza dell’occhio di bue, fisso sul suo riscatto, al lato del suo sudore!
Dalle nudità della scultura greca classica, all’aggressività delle rughe che incidono la bellezza, al portamento austero principesco di un giovane “africano”, alle carcasse di auto pressate a catasta, a quel tunnel che sprofonda nell’infinita memoria che, s’apre sull’atrio dell’iride degli occhi dei suoi pugilatori per caso, dove è possibile scorgere “il momento sfuggito”, “l’innocenza svanita”, sino alle corse di mamma in gonnella, appresso ai giochi di un bambino inconsapevole e felice, intento ai “garruli trastulli”. (Giovanni Pascoli “I due fanciulli”)
Lorenzo Canova, Carlo Fabrizi Carli, Andrea Caterini, Carlo Chenis, Marco Cicala, Arnaldo Colasanti, Lanfranco Colombo, Claudio Daguanno. Antonio De Benedetti, Mario De Candia, Marco Delogu, Linda De Sanctis, Mario Desiati, Enrico Gallian, Daniela Lancioni, Francesco Moschini, Antonio Franchini, Aurelio Picca, Alessandro Piperno, Elisabetta Rasy, Ennio Remondino, Angela Rorro, Alice Rubbini, Roberto Saviano, Enzo Siciliano, Andrea Silenzi, Gabriele Tinti, Duccio Trombadori, Vincenzo Trione, Peter Weiermair, Antonio D’Orrico, Federica Pirani. Rosario Sprovieri











