Pane di Matera e Dolomiti Lucane: alla ricerca dell’Agnello
Alla ricerca dell’Agnello delle Dolomiti Lucane.
Comincia con gli Arabi che piantarono gli aranci lungo i fiumi Agri e Sinni. Oggi, questo frutto d’eccellenza è selezionato nelle varietà Biondo o Golden di Tursi, Biondo o Golden di Montalbano e, soprattutto, l’Arancia Staccia di Tursi. Arancia di grande pezzatura, buccia spessa, pochi semi, polpa bionda, succo straordinariamente abbondante. La sua forma leggermente schiacciata le dà il… soprannome di “pietra appiattita”.
Pane di Matera e Dolomiti Lucane: il pane che non ha bisogno di nome
GUADAGNARSI IL PANE, QUI A MATERA NON È UN MODO DI DIRE
Si chiama “il pane di Matera”, ma non come si dice baguette o michetta o biova o sfilatino o altro predicato che si aggiunge al pane. È il pane senza marca e senza specializzazione. È il Pane. Senza nome come da secoli e secoli. Fatto allo stesso modo, verrebbe perfino voglia di dire “dalle stesse braccia”. Di sicuro con gli stessi ingredienti di questa terra.
Naturalmente, il fatto che il Pane di Matera assomigli ai Sassi di Matera non c’entra, è una pura fantasia letteraria, ma perché scartarla?
Il Pane di Matera è brutto assai, sformato, primordiale. E non è un’offesa, è la garanzia che nessun furbetto l’ha mai voluto ingraziosire per fare affari. Così come il suo gusto e il suo sapore non assomigliano a nessun altro pane: e si capisce, ma non te lo spiegheremo qui.
Vieni a Matera, assaggialo e… portatelo a casa. Dirai: sì, ma invecchia! Non scherzare: il vero Pane di Matera, pane del mondo antico, ti regala il suo intatto gusto e sapore per una settimana, e il Pane da 2 chili perfino per una decina di giorni.
Perché qui, tra le Dolomiti Lucane e Matera, non si cercano solo sapori: si ritrovano gesti antichi, mani che impastano storie e un pane che sa di terra, tempo e verità.
Agnello di pura razza
merino. Agnello autoctono,
non importato. Si tratta di
greggi presenti in Basilicata
dal 1400, cioè da quando gli
Aragonesi occuparono il sud
d’Italia. Mantenute
prevalentemente al pascolo,
le greggi conservano quella
freschezza naturale e
simbiotica con l’ambiente
che li ha allevati. Perciò
l’Agnello delle Dolomiti
Lucane, conserva la rusticità
e la natura delle origini.
LIBERO STILE LUGLIO-AGOSTO 2010








