Libreria Scione Roma
BOMARZO,

IL PARCO DEI MOSTRI

Prova a immaginare se al principe Orsini si fossero presentati degli architetti con la proposta di un parco eco-sostenibile! No, il Principe Orsini aveva ben altro per la testa, in quegli anni del 1500 inoltrato, ma di sicuro non lo confidò a nessuno, se, del movente di quel Monstrum restarono versioni disparate, l’una più maliziosa dell’altra, con un groviglio di Papi e tradimenti, di corna e di crudeltà. Quel che è certo è che un giorno chiamò due architetti di gran voga, il Barozzi e il Ligorio, architetti tra l’altro di papa Alessandro VI, e dette loro l’ordine di… stupire chiunque vi si recasse come suo ospite. Stupire e ammonire “voi che pel mondo gite errando vaghi di veder meraviglie alte et stupende, venite qua dove son facce horrende, elefanti, leoni, orchi e draghi“… Ed è quel che vedrai tu, due passi da Viterbo, prendendo una delle cosiddette uscite dell’Autostrada del Sole:  Orte o Attigliano, sia venendo da Sud che da Nord. Vedrai la Casa Orco, la Casa Pendente, il Pegasus, il proteo galuco, la Tartaruga, il Drago con i Leoni. Ercole e Caco, l’Elefante, la Sirena… e t’immaginerai sia la mente del committente sia il genere di amici e di ospiti che il Principe aveva, sia l’idea di svago o di horror dell’epoca. E tu, che hai visto già tutto, che fin da bambino ti sei cuccato i film di Dario Argento per prendere sonno, tu che fai il furbetto con gli effetti speciali, vieni, vieni qui e prova a passare una notte nella sfrenata fantasia dell’orrido di quel secolo che ha prodotto tutto o quasi il fantastico del mondo occidentale, da Ariosto a… Galileo! E poi, se hai un attimo per riflettere, ringrazia – anche per questo – Roma e l’uso del Potere che sempre in quella città senza uguali è stato fatto.

… E LI ROMANI DE FORI?
So’ tanti, so’ li mejo. Ma come si fa a raccontarli tutti. Si potrebbe fare un salto a Velletri, così, per farsene un’idea, e scoprire che ti stavano già aspettando. Ma non perché si girano i pollici, ma perché sanno che cosa vuol dire una Comunità. Porte aperte è il solo cartello stradale, e lì puoi incontrare gente come Fabio D’Andrea, che ti invita a… “Come, m’invita? Se nemmeno mi conosce?!” Ecco, questa è la differenza. Comunità è ospitalità, sì: intanto si tiene aperta la porta di casa, poi dipende da te: vuoi dire il tuo nome? Lo dici. Ma sei un ospite sempre, anche senza nome. Hai voglia di fare, di costruire, di progettare insieme? Un giorno, un anno o tutta la vita, poca differenza: nessuno conterà quanti mattoni sei riuscito a mettere su con la calce. Vorremmo farti un esempio. Ma come si fa? Qui a Velletri c’è un karma di amicizia e solidarietà. Qui sorgono case di accoglienza per i vecchi, case di recupero e cura, iniziative e idee di solidarietà non come dovere sociale ma come vocazione antica. Qui feste e lavoro, tutto è unito insieme. Qui a Velletri e da qui, a raggiera, in tutto il territorio intorno. Come è potuto accadere? Storia antica: fattela raccontare dai ragazzi di Velletri.  

                                     Atena (Pallade) , la superstar di velletri
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