L'Unione Ristoranti Buon Ricordo 2025

111 ristoranti, 16 partner, una missione che continua:  62 anni fa nasceva l’Unione Ristoranti del Buon Ricordo 

Primavera 1964. In quell’epoca lontana, quando l’Italia si dibatteva tra il ricordo della ricostruzione e l’ebbrezza del boom economico, quando i ristoranti di lusso guardavano con reverenza verso Parigi e la cucina regionale rischiava di diventare un segreto dimenticato, nacque qualcosa di straordinario. Un’idea di Dino Villani, uomo di cultura e maestro di comunicazione che aveva già ideato Miss Italia, si trasformò in un’azione di resistenza culturale.

L’Unione Ristoranti del Buon Ricordo nacque con una missione semplice ma rivoluzionaria: ridare notorietà e prestigio alle tante espressioni locali della tradizione gastronomica italiana, a quell’epoca poco valorizzata.

Un piatto come passaporto

Ma come far vivere questa idea nel quotidiano? La soluzione era geniale: un piatto decorato a mano dagli artigiani di Vietri sul Mare, che costituiva il “buon ricordo” di una degustazione che, per qualità e rigore, doveva essere veramente difficile dimenticare.
Non era semplice ceramica. Era memoria che si poteva toccare, colore che rimaneva a casa, un oggetto che avrebbe continuato a narrare la storia di quel pasto per decenni. Piatti divenuti oggetto di collezionismo, decorati a mano con inconfondibile stile vitale, allegro e naif.

Dalla clandestinità alla consacrazione: 60 anni di evoluzione
A fine anni ’60 i 12 ristoranti iniziali erano più che raddoppiati, sebbene quasi tutti collocati nel Nord del Paese. Fu Piero Bolfo, successore della presidenza dopo la scomparsa di Dino Villani nel ’72, che dette respiro prima nazionale e poi internazionale all’Unione.
A fine anni ’70 i ristoranti si avvicinavano al centinaio, diffusi in tutto il territorio a rappresentare il grande mosaico delle tante tradizioni italiane. Negli anni ’80 il Buon Ricordo, con scelte attente e qualificate, sconfina anche all’estero.
>Un momento cruciale arrivò nel 2001: insieme al Touring Club Italiano, l’Unione costituì la Fondazione italiana Buon Ricordo per sistematizzare iniziative dedicate alla valorizzazione del patrimonio enogastronomico.

Dal 1964 ad oggi: 62 anni di coerenza

Oggi l’Unione Ristoranti del Buon Ricordo riunisce 111 ristoranti, di cui 8 all’estero tra Europa, Stati Uniti e Giappone. Una geografia della qualità che copre la Penisola da Nord a Sud.
Cosa distingue questi ristoranti dalle migliaia di altre trattorie italiane? L’impegno di praticare una linea di cucina tipica del territorio e di tenere sempre in carta, tutti i giorni dell’anno, una specialità che deve essere la rappresentazione più rigorosa ed esemplare della terra.
Non è una lista statica. Lo Statuto del Buon Ricordo prevede che i ristoranti possano cambiare periodicamente la loro specialità, permettendo così evoluzione creativa senza tradimento identitario.

La Guida 2026: cinque nuove insegne, un mosaico ancora più ricco

Ristoranti del Buon Ricordo piatti: New Entry 2026

Le cinque new entry per il 2026 sono:

  • La Serra Bistrot di Vezio (Lecco) con L’uovo della Serra,
  • Ristorante Al Capitano di Porto San Giorgio (Fermo) con Linguine allo Scucchiarì,
  • Ristorante La Corte degli Dei di Agerola (Napoli) con Il cappuccio del monaco,
  • Ristorante La Rosa Bianca di Aquara (Salerno) con Cavato allo stracotto di pomodoro e cacioricotta di capra,
  • Ristorante Nostrana di Portland (Oregon, Stati Uniti) con Insalata Nostrana.

4 ristoranti hanno scelto di cambiare specialità:

  • Buon Ricordo Cambi piatto 2026Coniglio di Carmagnola ripieno della nonna Dantina dell’Osteria La Lanterna a Cressogno (Como),
  • Gnocchi di patate ripieni al bitto DOP con bresaola IGP dell’Hotel Sassella Ristorante Jim a Grosio (Sondrio),
  • Purea di fave con cavatelli ai frutti di mare del Ristorante il Poeta Contadino a Alberobello (Bari),
  • Cinghiale “Genuino” delle Mainarde alla Tintilia della Locanda Belvedere a Rocchetta Volturno (Isernia).

Il Menu del Buon Ricordo: viaggio stagionale nella memoria l’unione ristoranti

Ogni ristoratore crea liberamente il Menu del Buon Ricordo: un goloso excursus che fa scoprire i sapori della sua terra, variando con le stagioni, ma mantenendo sempre come elemento fisso la specialità del locale. È gastronomia come narrativa territoriale.

Chi ordina il Menu riceve un dono: il piatto-simbolo dipinto a mano dagli artigiani della Ceramica Artistica Solimene di Vietri sul Mare, su cui è effigiata la specialità del locale.

Buon Ricordo: i partner

L’ecosistema: 16 partner per il Made in Italy gastronomico
Ad affiancare il Buon Ricordo ci sono 16 partner prestigiosi: Bellomo, Confagricoltura, Consorzio Franciacorta, Consorzio Parmigiano Reggiano, Coppini Arte Olearia, Decolab – Rastal, Filette Prime Water, Goeldlin Collection, Igor Gorgonzola, Illy Caffè, Le Bontà di Ferruccio, Molino Dallagiovanna, Montezovo, Raggio di Sole, Riso Margherita, Zanussi Professional. È il mosaico completo del Made in Italy enogastronomico, dove ogni partner rappresenta un’eccellenza: dai consorzi di protezione geografica ai produttori artigianali, dai fornitori di tecnologia cucina agli specialisti dell’olio.

Il collezionismo dei piatti: un fenomeno spontaneo
Nel corso dei decenni, i piatti del Buon Ricordo sono divenuti oggetto di collezionismo, tanto che nel 1977 è nata l’Associazione dei Collezionisti: un’iniziativa assolutamente autonoma rispetto all’Unione.
Oggi quegli oggetti adornano le pareti di milioni di case italiane e non, custodi silenziosi di cene indimenticabili, di momenti in famiglia, di scoperte gastronomiche. Negli ultimi anni sono sempre più utilizzati per apparecchiare allegre tavole mix match e variopinte.

Come conoscere il Buon Ricordo l’unione ristoranti del

Ad ogni locale viene dedicata una pagina nella Guida 2026 con un QR Code che riporta al sito del ristorante, per avere tutte le informazioni a portata di click. La Guida 2026 è in distribuzione gratuita da gennaio 2026 nei ristoranti associati, e si può consultare il sito www.buonricordo.it.

La missione continua: difendere la memoria enogastronomica
Per i ristoranti del Buon Ricordo, cucina della tradizione, km 0, ricerca dei prodotti di nicchia del territorio, non sono una moda del momento, ma sono da sempre il modo e la filosofia del lavorare. L’Unione sta lavorando intensamente perché le evoluzioni, i cambiamenti, la creatività si sviluppino in modo corretto e coerente con la storia culturale dei nostri territori, allo scopo di difendere e diffondere la ristorazione italiana di rigore e qualità, dentro e fuori i nostri confini.

Un viaggio che non finisce
Sessantadue anni dopo quella primavera del 1964, l’Unione Ristoratori del Buon Ricordo rimane quella che era: la prima associazione di ristoratori nata in Italia, custode di una promessa semplice e potente.
Ogni piatto donato è un atto di resistenza contro l’oblio. Ciascun menu del Buon Ricordo è un passaporto per scoprire l’Italia da dentro, attraverso i sapori. Ogni specialità mantenuta in carta tutto l’anno è amore verso la memoria.

Come sintetizzava lo slogan coniato dai soci fondatori nel 1964:
Attraverso un Paese e la sua cucina“.
Una promessa ancora pienamente attuale, ancora profondamente vera.

Info:
Unione Ristoranti del Buon Ricordo
www.buonricordo.it

Alessandro Trani

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