Fieracavalli 2025

Fieracavalli 2025: il cavallo come alleato di libertà, inclusione e cura

«Proprio come dimostrò Muybridge nel 1878, quando scoprì che nel galoppo c’è un istante in cui nessuna zampa del cavallo tocca il suolo, anche la persona con disabilità, attraverso la forza, la passione e la competizione, può sperimentare momenti di libertà». Con queste parole, il Dott. Leonardo Zoccante, neuropsichiatra infantile dell’ULSS 9 Scaligera e ideatore del progetto Riding the Blue, ha inaugurato oggi a Fieracavalli il percorso artistico “Oltre il suolo”, curato da Anna Lisa Ghirardi.

Due le mostre protagoniste. Good Use of My Bad Health di Claudia Amatruda, allestita nella hall di Palazzo Uffici, invita a riscoprire la potenza generativa della fragilità. Le opere, immerse nella materia e nell’acqua, aprono lo sguardo a uno spazio sospeso dove la difficoltà si fa possibilità. Rise Again. Paralympic Games di Emanuele Broli e Laura Predolini, ospitata al Padiglione 4, raccoglie gli scatti di anni di Paralimpiadi. Gesti e azioni immortalati raccontano coraggio, rinascita e determinazione.

Paradressage, testimonianze e progetti sociali a Fieracavalli 2025

Le stesse emozioni si ritrovano nelle storie e nei progetti sociali che Fieracavalli – in programma a Veronafiere fino a domenica 9 novembre – sostiene e ospita ogni anno all’interno del quartiere fieristico. L’obiettivo è accendere i riflettori su realtà capaci di mostrare il potere del cavallo di unire, sostenere e trasformare profondamente la vita delle persone con cui entra in contatto.

Come nel caso di Beatrice Tambini e Ivan Mattei, protagonisti delle esibizioni di Paradressage in AREA A. Beatrice, grazie al rapporto con il suo cavallo maremmano, ha sfidato ogni prognostico medico. Nonostante l’artrogriposi, è diventata campionessa regionale in questa disciplina. Ivan, trentaduenne con emiparesi spastica, ha trovato in sella una nuova direzione. Ha trasformato la fatica in forza e la disciplina in risultati, arrivando fino alle qualifiche internazionali.

Il potere curativo del cavallo può manifestarsi anche solo accarezzandolo, guardandolo o standogli accanto. Persino in un ambiente come quello fieristico. Lo racconta Isabella, referente di Sbandieratori e Musici di Borgo San Martino di Saluzzo. La sua è una delle poche associazioni in Italia a insegnare questa disciplina anche a giovani con disabilità. «Essere a Fieracavalli 2025 per noi è importantissimo. Qui i ragazzi trovano un luogo in cui sentirsi parte di un gruppo, esprimersi, crescere e lavorare sulla loro concentrazione, coordinazione e fiducia. Il rapporto con i cavalli e con l’ambiente della fiera li aiuta moltissimo. L’animale non giudica, accoglie, ascolta. E vedere tutti loro sfilare davanti al pubblico dimostra che la tradizione può essere inclusiva, aperta e capace di dare valore a tutti».

Healthcare & Leisure e la nascita dell’Accademia Fieracavalli-USA

Da storie come queste e da molte altre presenti in fiera – dai ragazzi di Ape’n Down fino ad ASI Discipline Integrate e al Paradriving – nasce Healthcare & Leisure. È una nuova area che, a partire da questa edizione, permette a grandi e piccoli di scoprire come l’incredibile connessione che lega uomo e cavallo sia fonte di benessere non solo fisico, ma anche mentale. L’area propone laboratori e attività che uniscono gioco, apprendimento e inclusione sociale. Tra le proposte: il contatto con gli asini di Massimo Montanari e Aria Aperta, i progetti educativi di HOltre e il nuovissimo progetto Accademia Fieracavalli-USA.

Il nuovo progetto è coordinato da Michele Marconi, psicologo dell’Ospedale Santa Giuliana, e da Giuliana Marple, docente all’Università dello Utah. Si tratta di un percorso formativo esperienziale che guarda al cavallo in modo non tradizionale. L’obiettivo è insegnare a tutti – non solo a chi lavora nel mondo equestre – l’importanza di un approccio naturale al cavallo e lo studio del suo potere “curativo”.

«Questa Accademia è un’ottima occasione per chi ama il cavallo e vuole fare della sua passione un lavoro. Permette di acquisire competenze concrete e innovative per imparare non solo a comprendere il cavallo e comunicare con lui nel rispetto etologico, ma anche di scoprire come la relazione con l’animale possa essere d’aiuto per gli altri: partendo dagli atleti, fino a persone con difficoltà di qualsiasi genere», spiega Michele Marconi, co-fondatore del progetto.
Il progetto prenderà avvio in tre centri italiani. Il suo completamento avverrà nello Utah, dove «abbiamo già oltre settanta cavalli ospitati in un centro di recupero all’avanguardia, che rispetta il cavallo prima di tutto. Sarà un luogo di formazione, ricerca e incontro, con il supporto di professori, neurologi e scienziati impegnati nello studio del potere curativo del cavallo e della relazione uomo–animale», conclude Giuliana Marple.

Per informazioni: www.fieracavalli.it

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