“Vi amo da morire”: ritmo, risate e un mistero irresistibile al Martinitt

Al Teatro/Cinema Martinitt di Milano, dal 26 febbraio all’8 marzo

Al Teatro Martinitt, una serata di risate intelligenti, ritmo perfetto e un mistero che conquista con “Vi amo da morire” 

Ci sono spettacoli che divertono. Altri che sorprendono. E poi ci sono quelli che, mentre ridi, ti accorgi che il tempo è letteralmente volato via. È esattamente ciò che mi è successo ieri sera al Teatro Martinitt con “Vi amo da morire”, una commedia‑giallo che conferma ancora una volta quanto questo teatro sappia scegliere titoli capaci di parlare al pubblico con intelligenza, ritmo e una comicità mai banale.

La sala era pienissima, un colpo d’occhio che già da solo prometteva bene. Lo spettacolo è iniziato intorno alle 21 ed è durato circa un’ora e mezza, con un breve intervallo. Ma lo confesso: a me è sembrato durare meno di un’ora, tanto era scorrevole, brillante, perfettamente calibrato nei tempi comici.

Una commedia che funziona perché non si prende troppo sul serio

La forza di “Vi amo da morire” sta nella sua leggerezza intelligente. Non quella superficiale, ma quella che nasce da una scrittura solida, da un ritmo serrato e da quattro attori in stato di grazia: Valeria Monetti, Alessandro Tirocchi, Maurizio Paniconi e Simone Giacinti. Affiatati, precisi, generosi: si vede che si divertono, e il pubblico con loro.

La storia è un piccolo gioiello di ironia: due uomini, marito e amante della stessa donna, muoiono nello stesso istante per un presunto infarto. E fin qui, direte, sembra già abbastanza. Ma il meglio arriva quando scopriamo che i due… sono ancora lì. Fantasmi, sì, ma fantasmi logorroici, ironici, gelosi, confusi, che non ricordano come siano morti e che litigano come se fossero ancora in vita.
E poi c’è Lucrezia, l’unica protagonista femminile, un nome che non è affatto casuale. Le sue entrate in scena con le urne delle ceneri sono tra i momenti più esilaranti: entra in bagno con un’urna, si sente lo sciacquone, esce con la stessa disinvoltura… e poi di nuovo, con la seconda urna. Il pubblico ride, e ride tanto.

Medium, santoni e truffatori: una satira irresistibile

A complicare tutto arriva Paolo, un medium improvvisato, l’unico in grado di vedere i due fantasmi. Un personaggio irresistibile, che permette allo spettacolo di prendersi gioco – con eleganza e intelligenza – di un mondo popolato da “professionisti” che spesso professionisti non sono: santoni, sensitivi, guaritori improvvisati che approfittano della fragilità altrui.
Il pubblico coglie subito la satira, e la sala esplode più volte in risate sincere.

Perché vale la pena vedere “Vi amo da morire”

Come ogni buon giallo, anche questa commedia custodisce un segreto. E quando finalmente viene svelato, il pubblico tira un sospiro, ride ancora e applaude. Io non lo rivelo: è giusto che chi andrà al Martinitt – e sono certo che saranno in tanti – lo scopra da sé. Uscendo dal teatro, ho avuto quella sensazione rara che solo gli spettacoli ben riusciti sanno lasciare: la leggerezza. Non quella che svuota, ma quella che ti fa dire “mi ci voleva”. “Vi amo da morire” è una commedia che scorre con naturalezza, fa sorridere senza forzature e gioca con l’assurdo con una grazia che non è affatto scontata.

Lo spettacolo sarà in replica dal 27 febbraio all’8 marzo al
Teatro/Cinema Martinitt
Via Pitteri 58, Milano
www.teatromartinitt.it

Alessandro Trani Direttore Editoriale Le Roy SRL
Alessandro Trani
Direttore editoriale del network Le Roy. Coordina contenuti e progetti multimediali delle testate del gruppo.  Leggi di più

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