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Libero Stile Luglio Agosto 2010

Nocera Inferiore

Giulio Caso

RIPORTA I NOCERINI NELLE TUFARE

Nel 1943 i nocerini si rifugiarono nei sotterranei delle Tufare di Pietraccetta per sfuggire ai bombardamenti alleati. Così scrive Domenico Rea nei suoi Racconti (Ed. Mondadori, 1953):

«…Anche noi ci incamminammo in fila indiana verso il fondo del Purgatorio. Chi veniva in senso inverso, doveva aspettare che passasse la nostra colonna e poi continuare. C’erano a grandi profondità alcune lanterne ad olio che scoprivano debolmente una sorta di paesaggio fatto di valli e colline, coperte letteralmente di gente. Dovevano essere un quarantamila persone. Poi il Purgatorio (così vengono chiamate le Tufare, nota del redattore) camminava ancora, voltava, girava, si perdeva alla vista. Era come se Nofi (acronimo con cui Rea indicava Nocera n.d.r.) fosse capovolta e si ritrovasse in piccolo tutto il suo paesaggio di vicoli, abitanti, colli e valli…».

Martedì 18 maggio 2010, dopo 67 anni, il geologo Giulio Caso ha riportato un gruppo di giovani di Nocera e di Archeologhe di Marano (Na) nelle Tufare adiacenti all’Oratorio S. Domenico Savio di Nocera Inferiore. Un’escursione emozionante, una riconquista per l’intero patrimonio Italiano. Vieni a vedere

Proverbio
‘A morte nun tene crianza’.
La morte non conosce le buone maniere.

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