Personale in sala operatoria

Posizionare correttamente il paziente sul letto operatorio offre garanzie di buona riuscita dell’intervento e concorre a tutelare tanto la sicurezza del paziente quanto quella del chirurgo e dell’equipe, prevenendo cadute o lesioni accidentali.

Il posizionamento deve variare in base al tipo di operazione che ci si appresta a effettuare, all’area sulla quale il chirurgo deve intervenire, alla tecnica adottata e alle strumentazioni che dovranno essere impiegate.

Possedere conoscenze relative alle tecniche di posizionamento è fondamentale per tutti i membri dell’equipe e rientra tra quelle pratiche volte a tutelare la salute e il benessere dei pazienti, tra cui sono inclusi anche la sterilizzazione delle strumentazioni e l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale, come guanti e mascherine ospedaliere atte a evitare il passaggio di virus e batteri dal medico al paziente.

Finalità del corretto posizionamento del paziente sul tavolo operatorio

Il posizionamento deve essere idoneo al trattamento che il chirurgo dovrà eseguire al fine di garantire al paziente il massimo comfort e ridurre rischi legati a:

  • muscolatura;
  • circolazione sanguigna;
  • respirazione;
  • strutture nervose.

Con le dovute attenzioni, il team può prevenire rischi operatori, nonché complicazioni post-operatorie.

Indicazioni preliminari

Il posizionamento corretto deve essere concordato in fase preoperatoria con anestesista e chirurgo al fine di garantire l’accesso ideale all’area di intervento e un’adeguata ventilazione. Compito dell’infermiere e dell’equipe responsabile del posizionamento sarà quello di valutare con attenzione tutti i fattori che potrebbero portare a problemi o complicanze, quali:

  • la durata dell’intervento;
  • i cambi di posizione da effettuarsi in fase intra-operatoria;
  • le strumentazioni e le attrezzature impiegate;
  • le tecniche procedurali adottate;
  • le condizioni del paziente e le sue capacità di mantenimento di posizioni specifiche senza subirne danni.

Per effettuare il posizionamento in modo corretto è importante che l’operazione venga svolta alla presenza di più componenti dell’equipe, i quali potranno rilevare e segnalare immediatamente problemi ed errori di varia natura.

Subito dopo il posizionamento, il quale dovrebbe avvenire di preferenza prima dell’anestesia, è necessario accertarsi che nessuno dei presidi utilizzati eserciti pressioni eccessive tali da poter causare lesioni o blocchi circolatori.

Il chirurgo ha il compito di valutare il lavoro compiuto dal team e di convalidare la conformità alle linee guida previste per la tipologia di intervento che andrà ad eseguire, nonché di verificare lo stato delle strumentazioni e dei presidi utilizzati.

Nel corso dell’intervento, un membro del team dovrà occuparsi del controllo della posizione e dell’insorgenza di eventuali problematiche che potrebbero provocare danni, lesioni, cadute o rendere più complesse le operazioni del chirurgo. In caso di difficoltà o problemi, sarà necessario intervenire subito per effettuare correzioni o ricollocare il soggetto.

Al termine dell’intervento, la persona dovrà essere posta in posizione differente rispetto a quella tenuta durante l’operazione.

Posizioni canoniche dell’intra-operatorio

Le posizioni standard previste dalle linee guida, in grado di garantire il corretto svolgimento dei principali interventi chirurgici, limitando al massimo lesioni e danni, sono la posizione supina e quella prona.

Posizione supina

Utilizzata per effettuare operazioni nella parte anteriore del corpo del paziente, è impiegata soprattutto per interventi a torace, spalla, addome e viso.

Il paziente dovrà essere posizionato con braccia lungo il corpo e palmi rivolti in dentro. Il braccio per l’accesso venoso sarà posto su un reggibraccio con palmo in alto e aperto con angolo di massimo 90°.

Il corpo dovrà essere in linea con la testa, con ginocchia flesse per massimo 10° tramite cuscino, gambe parallele e talloni sollevati.

Andranno poste cinghie di sicurezza a 5 centimetri dal ginocchio e sul braccio abdotto.

Posizione prona

La posizione prona consente al chirurgo di intervenire sulla parte posteriore del corpo del paziente e viene impiegata in particolare per interventi che interessano la colonna vertebrale e il cranio.

Per il benessere del paziente, andrebbe mantenuta per il minor tempo possibile.

L’intubazione deve essere effettuata in posizione supina e il soggetto andrà girato da un minimo di 4 componenti del team in contemporanea.

La testa va posta in modo da evitare rotazioni eccessive e, in talune situazioni, può essere necessario ricorrere a presidi per il supporto facciale.

Il posizionamento deve evitare pressioni o torsioni di seno, genitali e addome, e deve permettere l’espansione del torace per fini respiratori.

Il team dovrà posizionare protezioni morbide in corrispondenza delle ginocchia e sollevare i piedi tramite cuscini o imbottiture.

In base al tipo di intervento, le braccia potranno essere aderenti al corpo o poste in avanti, mai sopra il capo o con angoli superiori ai 90°. Quando poste in avanti, sarà necessario ricorrere a dei reggibraccia.

Altri posizionamenti utili

Tra i posizionamenti più utilizzati in ambito chirurgico rientrano anche:

  • la posizione genupetturale;
  • la posizione laterale;
  • la posizione seduta e semi-seduta;
  • la posizione Trendelenburg;
  • la posizione anti-Trendelenburg;
  • la posizione ginecologica-litotomica.

Ognuna di esse si adatta a casi specifici; compito del team è quello di individuare la migliore e di effettuare il posizionamento correttamente, facendo uso dei presidi necessari per il mantenimento della posizione nel corso di tutto il periodo intra-operatorio.

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