HPV DAY e appello IEO

IEO – HPV DAY: perché vaccinazione e screening restano essenziali nella prevenzione del tumore cervicale

In occasione dell’HPV Day (4 marzo) l’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) rinnova il proprio impegno nella prevenzione del tumore del collo dell’utero e lancia un appello alla popolazione femminile affinché aderisca con regolarità ai programmi di screening. L’IEO ricorda inoltre che la vaccinazione contro il papilloma virus rappresenta uno strumento fondamentale per proteggere se stessi e gli altri da diverse forme di tumore correlate all’HPV.

Nonostante i progressi ottenuti negli ultimi decenni grazie alla vaccinazione e ai programmi di screening organizzato, il carcinoma della cervice uterina continua a rappresentare un problema rilevante di sanità pubblica. In Italia si registrano ogni anno circa 2.400 nuovi casi e la malattia rimane il quinto tumore più frequente nelle donne sotto i 50 anni. Le fasce di popolazione che non partecipano regolarmente allo screening sono quelle maggiormente esposte a diagnosi tardive e a prognosi più sfavorevoli.

Gli obiettivi dell’OMS e il ritardo dell’Italia

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha fissato per il 2030 un obiettivo ambizioso: eliminare il carcinoma cervicale come problema di salute pubblica. La strategia si basa su tre pilastri:

  • 90% di copertura vaccinale anti‑HPV nelle ragazze entro i 15 anni;
  • 70% di donne sottoposte a screening con un test validato almeno due volte nella vita (a 35 e 45 anni);
  • 90% di donne con lesioni pre‑tumorali o tumori iniziali trattate in modo appropriato.

I dati più recenti mostrano però che l’Italia è ancora lontana da questi traguardi. Solo il 46% delle donne tra 25 e 64 anni ha effettuato uno screening cervicale tramite programmi organizzati, e la media nazionale di adesione si attesta attorno al 42%, con forti differenze regionali.

L’auto‑prelievo: una strategia per ridurre le disuguaglianze

Per affrontare queste criticità, l’IEO è impegnato da anni nella ricerca sull’auto‑prelievo per il test HPV, una modalità che potrebbe rappresentare un cambiamento significativo nell’accesso allo screening.

Anna Daniela Iacobone, Dirigente Medico dell’Unità di Ginecologia Preventiva IEO, sottolinea come gli studi multicentrici europei a cui l’Istituto ha partecipato abbiano dimostrato che, utilizzando test molecolari HPV validati, le prestazioni diagnostiche dei campioni ottenuti tramite auto‑prelievo vaginale o urinario sono paragonabili a quelle dei campioni raccolti dal clinico. Inoltre, il self‑sampling risulta altamente accettato dalla popolazione femminile.

Questa modalità può contribuire a superare barriere logistiche, culturali e personali che ostacolano l’adesione ai programmi di screening. Essa raggiunge in particolare le donne che non rispondono agli inviti tradizionali.

Un’opportunità per accelerare la prevenzione

Secondo Iacobone, l’integrazione dell’auto‑prelievo nei programmi regionali e nazionali potrebbe:

  • aumentare in modo significativo l’adesione allo screening;
  • ridurre le disuguaglianze territoriali e socio‑economiche;
  • anticipare la diagnosi delle lesioni pre‑tumorali e dei tumori in fase iniziale;
  • contribuire al raggiungimento degli obiettivi OMS per il 2030.

L’IEO ribadisce quindi il proprio impegno nel promuovere strategie innovative e basate sull’evidenza scientifica. Ciò con l’obiettivo di rendere la prevenzione più accessibile, equa ed efficace per tutte le donne.

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