Exodus Pisa 2024 è una riflessione profonda sui destini dell’umanità, dove passato, presente e futuro si sovrappongono fino a confondersi. Dal Neolitico al cyberpunk, l’arte diventa linguaggio universale capace di attraversare i secoli. Fino al 29 settembre 2024, Pisa ospita il secondo capitolo della trilogia ideata dall’artista Alexey Morosov, trasformando la città della Torre pendente in un grande spazio espositivo diffuso. Il progetto arriva a Pisa dopo le tappe di Napoli e Lucca, coinvolgendo alcuni dei luoghi più iconici del centro storico.
Exodus Pisa 2024: un progetto artistico diffuso
Exodus Pisa 2024 si sviluppa come una mostra urbana che dialoga con il tessuto storico e architettonico della città. Le installazioni e le sculture sono collocate in punti simbolici, creando un percorso che invita a riflettere sul rapporto tra civiltà, individuo e tempo. I luoghi coinvolti includono piazza dei Miracoli, la Chiesa di Santa Maria della Spina sul Lungarno Gambacorti, il Fortilizio con la Torre Guelfa sul Lungarno Simonelli e l’esterno di Palazzo Blu. Pisa diventa così parte integrante della narrazione artistica, non solo cornice ma protagonista attiva.
Le sedi principali di Exodus Pisa 2024
Le due sedi espositive centrali di Exodus Pisa 2024 sono la Chiesa di Santa Maria della Spina e il Fortilizio con la Torre Guelfa.La chiesa, edificata nel 1230 per custodire una reliquia della corona di Cristo, accoglie le opere in un contesto di grande intensità spirituale. Il Fortilizio, invece, offre uno dei panorami più suggestivi della città, ampliando il dialogo tra arte e paesaggio urbano. Quattro sculture monumentali sono collocate all’esterno, in un itinerario che attraversa la storia di Pisa. Tra queste, spicca l’opera installata in piazza dei Miracoli, uno spazio raramente concesso all’arte contemporanea.
Exodus Pisa 2024 e la trilogia di Alexey Morosov
Exodus Pisa 2024 rappresenta il secondo atto di una trilogia avviata nel 2016 al Museo Archeologico Nazionale di Napoli con Pontifex Maximus. Quel primo capitolo rifletteva sulle radici giudaico-cristiane e greco-romane della civiltà occidentale. Il progetto è proseguito a Lucca tra il 2018 e il 2019 con La Rondine, uno spin-off dedicato all’opera di Puccini e a una riflessione sul ruolo della donna e sull’ingresso dei Normanni nella cultura mediterranea. Con Exodus, l’indagine si sposta dal dato storico al valore universale dell’arte e della poesia, intese come elementi atemporali capaci di attraversare ogni epoca.
Alexey Morosov e la visione artistica di Exodus
Originario del Kyrgyzstan e residente a Lucca da nove anni, Alexey Morosov si riconosce erede della cultura ellenistica e dell’umanesimo. Nelle sue opere recupera tecniche accademiche e una visione antropologica che mette l’essere umano al centro. Le sue sculture monumentali richiamano miti antichi riletti in chiave postmoderna. L’immaginario arcaico dialoga con il linguaggio cyberpunk, mentre materiali tradizionali come il bronzo si intrecciano con i new media. L’estetica realistico-sovietica incontra i simboli del Mediterraneo, creando un linguaggio visivo potente e riconoscibile.
Exodus Pisa 2024: il tempo come dimensione simultanea
Alla base di Exodus Pisa 2024 c’è una concezione del tempo non lineare. Per Morosov, Paleolitico, Neolitico, Illuminismo e contemporaneità non sono fasi separate, ma strati di pensiero paralleli che coesistono. In questa visione, il patrimonio materiale delle civiltà arcaiche è equivalente a quello dell’era post-industriale e dei sistemi cyber-fisici. Tutto esiste come possibilità simultanea. La “forma” diventa così il principio guida, un concetto ontologico che attraversa epoche e linguaggi.
Exodus Pisa 2024 tra istituzioni e collaborazione
Exodus Pisa 2024 è un progetto di Alexey Morosov, diretto da Gian Guido Grassi e organizzato dal Comune di Pisa e dall’associazione Start Attitude, con il contributo del Consiglio della Regione Toscana. La mostra si realizza grazie alla collaborazione di Palazzo Blu e al patrocinio della Provincia di Pisa. Questa rete istituzionale rafforza il valore culturale dell’iniziativa e ne sottolinea l’impatto sul territorio.
Exodus Pisa 2024: l’arte come missione
In Exodus Pisa 2024, l’arte è intesa come una i leggere il presente e reinterpretare il passato per immaginare il futuro. Attraverso sculture, luoghi e narrazione urbana, Pisa si trasforma in un laboratorio di pensiero, offrendo ai visitatori un’esperienza che va oltre la semplice fruizione estetica e invita a interrogarsi sull’identità dell’umanità contemporanea.











