Vino al ristorante con ricarichi di 5 volte: la crisi vitivinicola secondo Assoenologi
Nel 2009 la viticoltura italiana ha vissuto un anno difficile, con un crollo dei prezzi delle uve all’ingrosso tra il 20% e il 40% rispetto al 2008. “Prezzi da acqua minerale”, ha commentato Giancarlo Prevarin, presidente di Assoenologi, durante il congresso di Merano. Eppure, al consumo, soprattutto nei ristoranti, i ricarichi sul vino superano di cinque volte il prezzo di partenza, creando un paradosso evidente.
Export schizofrenico e valore dei vigneti in calo
Secondo Prevarin, l’unica valvola di sfogo resta l’export, che nel 2009 ha registrato un aumento del 6,2% nei volumi, ma un calo del 6,1% nei valori, riportando il prezzo medio al litro indietro di sei anni. Il decremento rispetto al 2008 è stato dell’11,6%. Se questa tendenza dovesse proseguire, molte aziende rischierebbero la crisi, aggravata dal mancato credito bancario e dalle insolvenze dei clienti.
Anche il valore delle superfici vitate è in calo: tra il 2006 e il 2009 si è registrata una diminuzione media del 20%, salvo rare eccezioni.
Burocrazia e controlli: 21 enti per una cantina
Il direttore di Assoenologi, Giuseppe Martelli, denuncia un carico burocratico eccessivo: un tecnico di cantina dedica il 25% del suo tempo a pratiche amministrative. L’associazione ha contato 21 enti diversi con cui una cantina deve interfacciarsi, tra cui Camera di Commercio, Ispettorati, Regioni, Asl, Arpa, Nas, Guardia Forestale, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, Polizia Municipale e Provinciale.
Martelli auspica la creazione di uno sportello unico, per semplificare i controlli e ridurre i costi operativi. “Solo facendo squadra e superando personalismi e territorialismi – conclude – il vino italiano potrà restare competitivo sui mercati”.
Fonte: Assoenologi










