L’ultimo giorno: Erice e i suoi tesori nascosti
Il nostro viaggio attraverso le meraviglie del trapanese volge al termine, ma prima di salutare questa terra incantata, una tappa fondamentale ci attende: Erice, il borgo medievale che domina dall’alto i paesaggi della Sicilia occidentale. Ci attende in Piazza della Loggia Rossella Cosentino, l’Assessore allo Sport, Turismo, Cultura, Spettacoli ed Eventi del Comune di Erice, che ci accompagnerà in questo angolo di Paradiso. Arrivati nel cuore del borgo, restiamo affascinati dalla sua bellezza attraversando le strette vie lastricate di pietra, dove il tempo sembra essersi fermato.
Entriamo in una bottega di ceramiche artistiche (Ledacrea) con annesso laboratorio di produzione dove assistiamo ammirati al disegno dal sapore antico, fatto a mano su una piastrella in cotto. Impossibile resistere alla tentazione di acquistare qualche bell’oggetto.
Raggiungiamo poi immancabilmente la Pasticceria Maria, un’istituzione del borgo, dove i dolci sono realizzati ancora oggi secondo le antiche ricette custodite gelosamente da generazioni. Ci accoglie con grande calore Maria Grammatico, simpaticissima cuoca pasticcera 85enne, nel 2024 insignita dell’Onorificenza di Cavaliere dell’Ordine “Al Merito della Repubblica Italiana”. Tra un boccone e l’altro dei famosi “genovesi alla crema”, Maria ce ne svela la ricetta raccontandoci qualche aneddoto. Poi ci parla del suo incontro con il Presidente Mattarella, che ricorda con emozione e un pizzico di orgoglio siciliano. Nel salutarci con un emozionante abbraccio, omaggia ciascuno di noi giornalisti del suo preziosissimo libro “Mandorle Amare. Una storia siciliana tra ricordi e ricette“.
La testina di Venere e il Polo Museale di Erice
Proseguiamo il percorso di quest’ultima giornata per raggiungere il Polo Museale di Erice, un vero e proprio scrigno di storia e tradizione. Ci accompagna in questa visita, insieme all’Assessore Cosentino, il Dott. Salvatore Denaro, dirigente del settore culturale di Erice, guidandoci nell’esplorare collezioni di reperti archeologici, ceramiche medievali e strumenti scientifici che raccontano l’importanza culturale del borgo.
Situato nell’ex convento del Terz’Ordine di San Francesco, il museo ospita diverse sezioni, tra cui quella archeologica, che conserva la celebre testina di Venere. Un reperto marmoreo di epoca ellenistica, simbolo della bellezza e della fecondità. La sezione di arti decorative include preziosi manufatti in ceroplastica e maioliche storiche. Inoltre, la sezione di arte sacra presenta opere d’arte provenienti da chiese e monasteri soppressi. Il museo è una tappa imperdibile per chi desidera approfondire la storia di Erice e scoprire il legame indissolubile tra il borgo e le sue tradizioni millenarie.
La Fondazione Ettore Majorana nella Sicilia occidentale
Infine, ci spostiamo verso la Fondazione Ettore Majorana, dove, dalla splendida terrazza panoramica, si gode di una vista mozzafiato sul Golfo di Trapani. Il centro di ricerca, fondato dal fisico Antonino Zichichi nel 1963, ospita ogni anno scienziati di fama internazionale, tra cui diversi premi Nobel, per seminari di studio e conferenze di altissimo livello. La Fondazione è un polo di eccellenza per la ricerca e l’innovazione, con oltre cento scuole post-universitarie che coprono tutti i settori della scienza moderna. Un luogo dove il sapere si intreccia con la bellezza del borgo medievale di Erice, creando un’atmosfera unica per la riflessione e la scoperta.
Nella sala che abbiamo l’occasione di visitare, ammiriamo la scrivania di Paul Dirac, numerose immagini con la storia dei tanti incontri di Zichichi con personalità internazionali, da politici a Papa Woytila ad altri premi Nobel, oltre all’elenco dei leader mondiali che hanno ricevuto il premio Nobel per la fisica dopo aver partecipato alle attività del Centro Ettore Majorana di Erice.
Il viaggio si chiude, l’incanto resta aperto… ed è già nostalgia
Con gli occhi pieni di bellezza e il cuore colmo di emozioni, ripartiamo verso l’aeroporto di Palermo. Portiamo con noi il ricordo di un viaggio intenso e sorprendente, tra arte, storia e sapori indimenticabili.
La Sicilia occidentale ci ha accolto con tutta la sua generosità, regalandoci
- paesaggi che si imprimono nella memoria come fotografie senza tempo,
- incontri capaci di scaldare l’anima
- e luoghi dove il passato e il presente si parlano ancora con voce viva.
L’ultima tappa, Erice, ci ha condotti in un borgo sospeso tra cielo e pietra, dove ogni vicolo racconta una leggenda, ogni incontro lascia un segno. Come quello con Maria Grammatico. Vera custode di una tradizione dolciaria secolare, ci ha aperto la porta del suo mondo fatto di profumi antichi e storie struggenti. Senza dimenticare la visita alla Fondazione Ettore Majorana, dove la scienza si intreccia con la bellezza. Lì abbiamo respirato il senso profondo della conoscenza che attraversa confini e generazioni.
Dalle saline color pastello di Marsala alle geometrie potenti del Cretto di Burri, dalle memorie vibranti di Gibellina ai profumi intensi dei vini di Tenute Orestiadi, fino al magnetismo del Satiro Danzante a Mazara del Vallo e alla poesia arabeggiante della sua Casba, ogni tappa è stata un tassello di un mosaico complesso e affascinante.
“Nel cuore resta un’isola: il viaggio continua dentro di noi”


La parte occidentale della Sicilia ci ha offerto molto più di un semplice viaggio. Ci ha restituito uno sguardo nuovo, uno stupore che non si esaurisce nello scatto di una fotografia.
Ci ha insegnato che l’identità non è mai una cosa sola, ma il frutto di secoli di contaminazioni. Di popoli passati, di mani che costruiscono e raccontano.
Ci lasciamo alle spalle il profilo delle isole Egadi e le ultime luci sul mare. E mentre l’aereo si alza in volo, sentiamo che una parte di noi rimane laggiù, tra le pietre calde, le voci antiche… E i silenzi pieni di senso di questa terra meravigliosa.

Alessandro Trani
Direttore editoriale del network Le Roy. Coordina contenuti e progetti multimediali delle testate del gruppo. Leggi di più































