Quando ci si interroga sulla frequenza dei rapporti di coppia, si rischia di trasformare un gesto intimo in un numero da confrontare, perdendo di vista ciò che davvero conta.
La domanda sta in agguato a lungo nella nostra mente, ma prima o poi riesce a farci cadere in trappola. I confronti numerici cominciano pian piano a intrufolarsi nella nostra vita sessuale portandoci una sensazione di inadeguatezza, o nell’ipotesi peggiore una crisi coniugale. Ma perché la frequenza dei rapporti viene considerata un termometro del benessere sessuale? Perché è facilmente rilevabile, cioè misurabile. In una società come la nostra che si basa su concetti come efficacia ed efficienza, neanche il sesso sfugge al rigido inquadramento della statistica. Nelle culture orientali ciò non accade perché viene data più importanza alla qualità che alla quantità dei rapporti sessuali.
RISPONDE IL SESSUOLOGO: qual è la giusta frequenza dei rapporti di coppia
Ma torniamo alla domanda iniziale. La media, dicono le ricerche più recenti, è di 1-3 volte per settimana.
Il primo errore che possiamo commettere è quello di considerare questo valore come indice di normalità. Ognuno di noi possiede i propri ritmi; quindi è meglio stare alla larga da confronti che potrebbero farci sentire erotomani da una parte e asessuati dall’altra.
Secondo errore: essere convinti che la frequenza dei rapporti debba rimanere la stessa nell’arco della vita. La pulsione sessuale, pur mantenendo sempre un ruolo positivo, subisce un’accelerazione nella pubertà seguita però da un declino lento ma costante. Lo stato sociale gioca la sua parte: essere fidanzati, single, sposati, separati non è proprio la stessa cosa. Per non parlare poi del lavoro e delle vacanze, che ci offrono due opportunità del tutto contrapposte per poterci esprimere sessualmente.
Anche fenomeni fisiologici come la gravidanza e l’allattamento possono influenzare le nostre abitudini.
Terzo errore: ostinarsi a far coincidere la propria frequenza ottimale con quella del partner. Molto meglio riconoscere la nostra diversità e risolvere il problema stabilendo, ad esempio, turni settimanali in cui alternativamente l’uno e l’altro decide quando avere rapporti. Troppo schematico? Poco romantico? Forse, ma comunque in grado di diminuire le conflittualità e aumentare il senso di appagamento nella coppia.
Quando il sesso diventa un alibi
Concludiamo con un ultimo errore, il più grave dal punto di vista sessuologico: utilizzare la frequenza dei propri rapporti come alibi per essere infedele all’altro o come lotta di potere. “Cara, non avrei voluto tradirti ma sai, i nostri rapporti sono così rari…” oppure
“tu non mi lasci uscire con le mie amiche? E allora io evito di avere rapporti con te”.
Sono situazioni che vi consiglio di evitare, a meno che vogliate sì aumentare la frequenza… ma dei vostri episodi ansioso‑depressivi.

Dr. Roberto Bernorio
Specialista in Ginecologia
Psicoterapeuta
Sessuologo clinico
www.robertobernorio.it
A.I.S.P.A.
Associazione Italiana Sessuologia Psicologia Applicata
Presidente Prof. Willy Pasini
Via Marostica 35, 20146 – Milano
www.aispa.it
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