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Il Vino a tavola

Il vino è uno dei punti fermi in cui si rispecchia la nostra civiltà mediterranea e di altri popoli che lo hanno adottato. Il vino non solo soddisfa delle nostre esigenze fisiologiche ma dà anche nutrimento al nostro spirito, difatti lo utilizziamo in tutte le occasioni importanti della vita.

     
Un passo dell’antico testamento recita : “. . . . Che sarebbe la vita, senza il vino ? Il vino bevuto in tempi e quantità giuste è gaiezza del cuore, gioia dell’anima . . . “.

 

La bottiglia a tavola deve essere sempre servita mantenendo l’etichetta in modo che il nostro ospite possa sempre leggerla (i sommelier presentano la bottiglia in questo modo). L’apertura della bottiglia, per il bianco e lo spumante, deve essere fatta nel momento in cui il vino viene consumato, mentre per il rosso, soprattutto se invecchiato, una stappatura anticipata. Tale operazione è resa necessaria per far allontanare l’odore di chiuso dal vino (imbottigliato da molto tempo) e per migliorae le sue caratteristiche organolettiche. Vi domanderete : Quanto tempo prima ? Dipende dal vino e dalla sua “vecchiaia”, in generale va detto che più il vino è vecchio più necessita di tempo ma se vogliamo accelerare l’effetto dell’ossigenazione possiamo mettere il vino in una caraffa pochi minuti prima di servirlo. Mai caraffare un bianco !!! 

 

Per godere al massimo della bontà di un vino, dobbiamo essere attenti alla temperatura di servizio. Serviamo i bianchi ad una temperatura bassa mentre i rossi ad una più alta (questo perché a basse temperature si esalta il sapore astringente dei tannini, quindi il vino ci risulterebbe “amaro”). 

Più precisamente possiamo riassumere :

spumanti

·  Lo spumante va degustato ad 8° gradi (circa) ;


bianchi

·  un vino bianco giovane 10°,

·  un bianco dolce 12° ,

·  da barrique 14°;

 

rosé

·  un vino rosato 11° ;

 

rossi

·  un vino rosso giovane a 16°,

·  un rosso robusto e di corpo 18°,

·  lungamente invecchiato anche 20°.


Naturalmente a tavola useremo i bianchi per portate leggere e pesce, i rossi per portate a base di carne, rossi invecchiati per portate impegnative e selvaggina. 
 

Regole per apparecchiare la tavola


Ecco alcune regole da seguire per apparecchiare correttamente la nostra tavola.

La tovaglia  –  La tovaglia è preferibile bianca dove far risaltare una delicata composizione floreale con fiori freschi e, se volete, una candela “alta” di cera naturale color avorio

Le posate – La regola vede di utilizzare le posate più esterne al piatto e scalare fino a quella più interna.
Se il vostro menu è molto ricco di portate aggiungete solo successivamente le posate mancanti in modo da non mettere a disagio l’ospite e per mantenere sempre la tavola con un’aspetto semplice e fine.

Mettere il sottopiatto (che per tutta la durata del pranzo non verrà’ mai tolto), il piatto piano, il piatto fondo.

Alla destra dei piatti:
il coltello (con la lama rivolta verso l’interno) e il cucchiaio;

Alla sinistra dei piatti:
una o due forchette (secondo il menu’) e il tovagliolo piegato in modo semplice, evitate tovaglioli piegati a forma di animaletti ecc.

in alto, sopra il piatto:
le posate da dessert (manico della forchettina a sinistra, il coltellino o il cucchiaino con l’impugnatura a destra);

sopra le posate di destra i bicchieri (clicca qui per saperne di piu’ sui bicchieri):
Mettete tanti bicchieri quanto sono i vini che andrete a servire e, come con le posate, mettete i necessari e poi aggiungeteli nel caso dovessero servirne degli altri.
I bicchieri vanno disposti mettendo quello dell’acqua alla sinistra di quello del vino e avete più vini possono essere scelte varie soluzioni come indicato nei disegni.
 per l’acqua un bicchiere grande, per il vino rosso un calice di grandezza direttamente proporzionale all’importanza del vino, per il vino bianco un calice più piccolo;

sopra le posate di sinistra:
il piattino per il pane

 

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