Salvatore Caputo
Salvatore Caputo

INTERVISTA  al Dr. Salvatore Caputo 

Presidente Diabete Italia

 

Com’è cambiata negli anni la qualità di vita per persone con diabete?

Negli ultimi 20 anni sono stati compiuti molti passi avanti nella cura di questa patologia, nonostante ciò il diabete rimane una condizione tutt’altro che facile da gestire che va ad incidere sulle abitudini e sul vissuto quotidiano di chi ne è affetto. Il miglioramento della qualità di vita per questa malattia è una concezione molto personale. I progressi nella terapia a livello clinico ci sono stati, ma molte persone con diabete non li hanno percepiti, poiché non sono a conoscenza delle terapie del passato e quindi non possono fare un confronto. Esse ancora oggi devono continuamente controllarsi rispetto all’alimentazione e all’attività fisica e devono instancabilmente porre attenzione ai livelli di glicemia attraverso un monitoraggio costante. 

Quali sono i bisogni ancora insoddisfatti dei pazienti?

Fra i bisogni più importanti c’è la possibilità di poter controllare il livello della propria glicemia nel modo più semplice e meno fastidioso possibile, laddove con il termine fastidioso non ci si riferisce solo al dolore, ma anche all’interferenza con le normali attività del vivere quotidiano. L’autocontrollo, così com’è praticato oggi, è pur sempre un atto obbligato che bisogna compiere almeno 4-5 volte al giorno. 

Qual è il ruolo di Diabete Italia nel migliorare la condizione di coloro che ne sono affetti?

Innanzitutto bisogna fare una premessa: nel nostro Paese manca nell’ambito del diabete un’esperienza unica di co-abitazione fra medici e associazioni di persone con diabete come avviene in tutto il resto del mondo. Diabete Italia è il tentativo di avviare un’iniziativa di questo tipo in Italia, ma la situazione è complessa poiché ad oggi esiste una galassia di associazioni e società scientifiche.  Un altro obiettivo di Diabete Italia è la formazione del volontariato, ciò è molto importante perché Il Piano Nazionale sulla Malattia Diabetica prevede per le associazioni un ruolo sia tecnico che politico, ad esempio per elaborare un percorso terapeutico assistenziale è importante coinvolgere persone che abbiamo la patologia, proprio perché la conoscono. Inoltre, leggendo con attenzione il Piano, si possono individuare esempi di coinvolgimento politico delle associazioni di persone con diabete come un’analisi dei bisogni. Solitamente sono i decisori e gli amministratori a svolgere questo compito, il fatto che nel nostro Paese il volontariato sia investito di questa responsabilità è positivo anche se però si rende necessaria una formazione molto attiva, affinché tali persone abbiamo la competenza adeguata per poter essere coinvolti. La domanda che ci poniamo a questo punto è la seguente: Il nostro volontariato è pronto? In realtà ci sono ancora parecchi margini di miglioramento sui quali la nostra associazione sta tutt’oggi lavorando.

ABBOTT LOGOUff.Stampa Noesis