Nella comunicazione di coppia, il silenzio può diventare un ostacolo tanto quanto un litigio aperto. Oggi uomini e donne condividono la stessa casa, gli stessi ritmi e spesso le stesse aspettative emotive, ma non sempre parlano la stessa lingua affettiva. Le donne tendono a esprimere ciò che provano attraverso le parole, mentre molti uomini continuano a comunicare soprattutto attraverso i gesti. È in questo scarto — antico, culturale e profondamente radicato — che nascono incomprensioni, frustrazioni e dubbi sul sentimento dell’altro.
LETTERA
Buongiorno Dottor Bernorio. Sono insoddisfatta della mia relazione. Dopo 7 anni di matrimonio il mio compagno mi parla sempre meno dei sentimenti che prova verso di me e ciò mi disturba perché ne ho bisogno. Non che mi possa lamentare per quello che fa… ma i suoi silenzi stanno compromettendo quella che sembrava essere una coppia stabile e duratura.
Flavia
RISPONDE IL SESSUOLOGO: quando la comunicazione di coppia si interrompe
Capita spesso che, anche quando l’intesa fisica è buona, la mancanza di parole finisca per incrinare l’armonia di coppia. Le donne si aspettano che il partner esprima verbalmente ciò che prova: frasi d’amore, di desiderio, di passione. Ma nei momenti di intimità, quelle sospirate parole sembrano non arrivare mai. Da qui nasce il dubbio che il silenzio maschile nasconda una mancanza di emozioni o di coinvolgimento.
Questa preoccupazione, però, è spesso infondata. Gli uomini non sono abituati a verbalizzare ciò che sentono: non è un’abitudine culturale, né un automatismo emotivo. Interpretare il loro mutismo come un segnale di distacco può innescare una spirale di incomprensioni che nulla ha a che vedere con la realtà dei sentimenti.
È vero: sentirsi dire “ti desidero”, “mi fai impazzire”, “sei stupenda” può essere rassicurante e far sentire al centro dell’attenzione. Ma uomini e donne attribuiscono un peso diverso al linguaggio verbale. Le donne sono educate fin da piccole a coltivare le relazioni, a parlare, a condividere emozioni. Per loro, le parole sono un ponte affettivo. Per gli uomini, invece, contano soprattutto i fatti.
Così, mentre tu, Flavia, aspetti che tuo marito esprima a voce alta ciò che prova, lui probabilmente crede di averti già dimostrato il suo amore in modi concreti: svuotando la lavastoviglie, portandoti il caffè a letto, cucinando, facendo la spesa. Sono gesti che per lui equivalgono a un “ti amo”.
Riconoscere e accettare queste diverse modalità comunicative è fondamentale per costruire un’intesa duratura. Restare rigidamente ancorati al proprio punto di vista, invece, rischia di generare malintesi e frustrazioni. La chiave è incontrarsi a metà strada: tu puoi imparare a leggere i suoi gesti come espressioni d’affetto, e lui può imparare — gradualmente — a usare qualche parola in più per rassicurarti.
La comunicazione di coppia non è mai simmetrica: è un equilibrio che si costruisce, si adatta, si educa. E quando si impara a riconoscere il linguaggio dell’altro, anche il silenzio smette di fare paura.
Quando impariamo a parlare la lingua dell’altro, la coppia ricomincia a respirare

Dr. Roberto Bernorio
Specialista in Ginecologia
Psicoterapeuta
Sessuologo clinico
www.robertobernorio.it
A.I.S.P.A.
Associazione Italiana Sessuologia Psicologia Applicata
Presidente Prof. Willy Pasini
Via Marostica 35, 20146 – Milano
www.aispa.it
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Tratto da “Milano 24orenews” – luglio 2018
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