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Dal 13 al 30 gennaio 2011

Teatro Martinitt

Minchia signor tenente

Come una canzone di San Remo può ispirare una pièce teatrale sulla mafia

SINOSSI di Antonio Grosso

“Isola isola bella” lo spettacolo si apre con queste parole, a ricordarci che la nostra terra, il luogo in cui la vita a volte incontra la morte, è soprattutto un posto bello.

Oggi come oggi vorremmo che i luoghi comuni finissero, scomparissero come la “polvere portata dal vento”. Ma la polvere non scompare, rimane, e spesso, anche se invisibile, si deposita su di noi, sulle nostre case, sulla nostra terra e non ce ne accorgiamo, rimaniamo immobili, a fissare luoghi e momenti che per noi restano sacri.

La mafia è questa, è polvere, crediamo di spazzarla via, ma ritorna, e si annida di nuovo sulle stesse cose, sugli stessi vicoli e sugli stessi Palazzi.

In una piccola caserma dei carabinieri, in un posto x della Sicilia, alcuni militari provenienti da varie regioni italiane, vivono in modo tranquillo, sereno e spensierato il loro lavoro, fatto di furti, licenze e rapporti con i vari cittadini del paese. Il tutto viene interrotto dall’arrivo di un tenente, mandato dal comando generale, per operazioni riguardanti un noto mafioso di “cosa nostra”.

Note di regia

Cinque carabinieri ed un tenente ligio al dovere, questa sembra la classica storia, dei buoni e del cattivo, ma qui non ci sono ne vincenti e ne vincitori, qui c’è in gioco la nostra vita, fatta di accadimenti belli e brutti, seriosi e divertenti, di amore e di passioni.

Minchia Signor Tenente rappresenta quell’Italia che tante volte ci ha fatto soffrire, tante volte ci ha fatto divertire e tante volte ci ha reso fieri.

Il regista, Nicola Pistoia, cerca di rappresentare al massimo il rapporto di quotidianità che accompagna i nostri protagonisti, vittime di quell’Italia dei primi anni novanta, in cui morte e distruzione rappresentavano il nostro paese. Ma i nostri militari sembrano non accorgersi di tutto ciò, arrivano delle notizie fugaci, ma la loro terra sembra uno stato nello stato, in cui tutto ciò non può succedere, in cui tutto ciò è solo fantasia.

La comicità che accompagna lo spettacolo è esilarante, travolgente, originale e tradizionalista.

La mafia prima era presente con attentati, bombe e omicidi, oggi, sembra essere sconfitta, invece rimane gloriosa nei vicoli e silente negli edifici.

Uno sguardo dettato dalla parola!

 

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