Riserve idriche in Italia
Riserve Idriche In Italia


Dopo un anno, caratterizzato da un’Italia “idricamente rovesciata” con bacini in sofferenza soprattutto al Nord, sono Puglia e Basilicata a destare le maggiori preoccupazioni in questo avvio d’anno. Lo attestano i dati resi noti dall’Osservatorio ANBI sullo Stato delle Risorse Idriche del Paese, che certificano la progressiva discesa delle disponibilità d’acqua nei bacini meridionali. In Puglia le riserve idriche sono addirittura dimezzate in 12 mesi: circa 140 milioni di metri cubi contro i 280 di un anno fa con un calo di circa 35 milioni di metri cubi nei soli 14 giorni scorsi (21 Gennaio – 3 Febbraio 2020); la diga di Occhito, principale invaso della regione, segna un – 95 milioni di metri cubi ca. In Basilicata, invece, manca all’appello circa 1/3 delle risorse idriche disponibili a Febbraio 2019: oggi sono quasi 258 milioni di metri cubi con un – 144 milioni ca. rispetto a 12 mesi fa, ma – 43 milioni rispetto solo a 14 giorni fa; l’invaso di monte Cotugno, il più capiente della Lucania, registra quasi 102 milioni di metri cubi in meno.C’è, invece, una situazione “a macchia di leopardo” in Emilia-Romagna: se sono confortanti le riserve idriche nei principali invasi e le portate del fiume Po, sono invece largamente sotto la media i flussi nei corsi d’acqua regionali: il fiume Savio segna una portata di 4,11 metri cubi al secondo contro una media di 20 ed il fiume Secchia registra mc/sec 3,46 invece di mc/sec 24,1. Se confrontiamo tali dati con quanto evidenziato nella rivelazione di 14 giorni fa (21 Gennaio u.s.) si segnala un progressivo calo nella portata del Savio, mentre il Secchia registra una leggera crescita a conferma della tendenza degli eventi meteo ad essere più concentrati nel tempo e nello spazio. È quanto si evidenzia anche nel Meridione dove, alla carenza idrica nei bacini di Puglia e Basilicata, si contrappone la confortante situazione degli invasi di Calabria e Sicilia.“Sono dati utili ad analizzare tendenze, su cui indirizzare gli interventi infrastrutturali nell’ambito del New Green Deal e per i quali avremo un primo momento di confronto in occasione dell’Assemblea dello S.N.E.B.I., il sindacato d’impresa di ANBI, giovedì 6 Febbraio prossimo, a Roma – ricorda Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue – Per quanto ci compete, non possiamo che ribadire la necessità di nuovi invasi per raccogliere l’acqua, quando arriva, aumentando la resilienza dei territori e la capacità di riserva di un Paese, che oggi riesce a trattenere solo l’11% della pioggia che, se non adeguatamente gestita, da risorsa si trasforma in pericolo.”