Viaggio fra i luoghi storici del vino in Campania: tra archeologia, vitigni antichi e paesaggi da bere
La Campania è da millenni terra di vino. Già gli autori classici celebravano il Falerno, il Pompeiano e il Sorrentino, vini che hanno attraversato i secoli e ancora oggi raccontano la vocazione enologica di questa regione. Dai vigneti archeologici di Pompei alle terrazze eroiche di Ischia, passando per le cantine storiche dell’Irpinia, il vino campano è un patrimonio culturale, agricolo e identitario.
Pompei: il vino che viene dal passato
Nel cuore del Parco Archeologico di Pompei, la viticoltura è tornata a vivere grazie a un progetto di recupero che ha restituito agli antichi vigneti la loro funzione originaria. Gli scavi hanno rivelato tracce di coltivazioni viticole: pollini, radici fossilizzate, calchi di viti appoggiate a pali, disposte in filari orientati secondo le indicazioni degli agronomi romani.
Dopo anni di studi ampelografici, sono stati reimpiantati due vitigni autoctoni: Sciascinoso e Piedirosso, considerati discendenti diretti delle varietà antiche Vitis Oleogina e Columbina Purpurea. Oggi, le uve coltivate nei vigneti pompeiani vengono vinificate dalla storica cantina Mastroberardino con l’etichetta “Villa dei Misteri”, un vino che unisce ricerca scientifica e rappresentanza istituzionale.
Mastroberardino: la memoria del vino irpino
Fondata ufficialmente nel 1878, la cantina Mastroberardino è una delle più antiche e prestigiose d’Italia. La famiglia, giunta alla decima generazione, ha avuto il merito di salvare dall’estinzione i vitigni storici dell’Irpinia dopo la Seconda guerra mondiale. Grazie a questa visione, il Taurasi, il Greco di Tufo e il Fiano di Avellino hanno ottenuto la DOCG, portando l’Irpinia sui mercati internazionali.
La cantina è oggi un punto di riferimento per chi vuole conoscere la storia del vino campano, tra tradizione, innovazione e tutela del paesaggio viticolo.
Ischia: dove il vino incontra la mitologia
L’isola di Ischia custodisce le radici più antiche della viticoltura campana. Al Museo Archeologico di Pithecusae, a Lacco Ameno, è conservata la celebre Coppa di Nestore, risalente all’VIII secolo a.C., con una delle più antiche iscrizioni greche legate al vino e all’amore. Il museo, ospitato nella Villa Arbusto, racconta la storia dell’isola dalla preistoria all’età romana, con reperti che testimoniano l’importanza del vino nella cultura greco-romana.
A pochi passi, le Cantine D’Ambra, fondate nel 1880, continuano a coltivare vitigni autoctoni su terrazzamenti spettacolari a picco sul mare. Il vigneto Frassitelli, celebrato da Veronelli come uno dei più belli al mondo, è un esempio di viticoltura eroica, dove la fatica si trasforma in bellezza e qualità.
Un viaggio tra vigne e storia
Visitare i luoghi storici del vino in Campania significa attraversare millenni di civiltà, tra affreschi pompeiani, coppe greche, cantine centenarie e paesaggi mozzafiato. È un itinerario che unisce archeologia, agricoltura e cultura, dove ogni sorso racconta una storia.
fonte:uffstpsoprintendenzaarcheologicadipompei
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