Boheme al Festival Puccini 2025 ph Giorgio Andreuccetti

Boheme rimessa in scena dal nipote Marco Scola di Mambro al Festival Puccini

Ogni regista pensa di lasciare una impronta ed è un errore perché Puccini ha previsto già tutto”. Aveva spiegato così il suo rapporto con il capolavoro pucciniano Ettore Scola nel dicembre del 2015 quando al Carlo Felice stava curando la messa in scena di “Boheme”.
Nel gennaio successivo il grande regista è scomparso, lasciando un grande vuoto nella cultura italiana. In questi giorni abbiamo rivisto la sua indimenticabile Boheme al Festival Puccini 2025 con la regia ripresa con giusto tatto da Marco Scola di Mambro, figlio della figlia Silvia di Ettore Scola. La direzione musicale di ottimo livello era di Pier Giorgio Morandi. il cast era formato da una dolcissima Nino Machaidze nel ruolo di Mimì, un potente Vittorio Grigolo che interpretava Rodolfo, Un simpatico Vittorio Prato che impersonava Marcello e Sara Blanch nei panni di Musetta.
Oltre ai bravi Italo Proferisce (Schaunard) Antonio di Matteo (Colline) Claudio Ottino (Benoît) Matteo Mollica (Alcindoro) Francesco Napoleone (Parpignol) Francesco Auriemma (Sergente dei Doganieri) e Simone Simoni (un doganiere).

Boheme al Festival Puccini 2025 ph Marilena Imbrescia

Un impegno non da poco per il giovane nipote che deve riprendere la sua rilettura, ormai “storica”. “Non mi considero un regista, ho molta strada da fare – spiegava Marco Scola Di Mambro nel 2015- in questo momento sono impegnato a far rivivere un lavoro di mio nonno. Con lui ho iniziato a collaborare nel 2012 quando in famiglia lo stimolammo a scrivere il soggetto per il film “Che strano Federico”, dai contorni autobiografici. Il nonno attraversava un periodo critico, non aveva più stimoli, ma siamo riusciti a convincerlo a tornare a lavorare”.

Così fan tutte” è stata la sua prima regia lirica…

“Esatto. Ed è una regia assolutamente originale e particolareggiata. A vedere la sua registrazione si nota un estremo rigore in ogni gesto che ha una precisa giustificazione in quel che succede in partitura e nella drammaturgia mozartiana. Oggi i teatri non sono più quelli di vent’anni fa. All’epoca lui potè provare quasi un mese, oggi non abbiamo tutto questo tempo; ma sarà ugualmente uno spettacolo affascinante”.

Come ha ricostruito la regia della Boheme di Ettore Scola che ha portato in scena in questi giorni a Torre del Lago?
Attraverso le registrazioni e le note di regie scritte a mano da lui che più che dettagli danno l’idea della sua visione interpretativa. L’opera di Puccini è di per sé straordinaria.
E con le scene di Luciano Ricceri e i costumi di Cristina Da Rold, ci sono chiaramente riferimenti al cinema di De Sica. Ogni movimento ha un suo significato preciso“.

In una piacevole intervista al nipote di Scola di alcuni anni fa, quando gli chiesero che cosa le ha insegnato suo nonno, lui rispose:
Tutto e niente. La regia non la si insegna. Certo alcune cose si debbono imparare, ma si diventa registi sul campo, giorno dopo giorno. Piuttosto grazie a lui e alla sua esperienza insieme ho cominciato ad amare l’opera. Vengo dal liceo classico e lì di teatro lirico non si parla proprio mai. Un’assurdità. L’opera è parte fondamentale della nostra cultura. L’ho capito frequentandola da dietro le quinte“.

Boheme al Festival Puccini 2025

E noi al Festival Puccini 2025 ci siamo gustati questa pregevole regia ricavata dalla iniziale produzione di Ettore Scola che oltre che affascinarci con i suoi indimenticabili film operava magistralmente nella lirica.
BOHÉME è un’opera talmente perfetta che si può solo rovinarla dichiarava Scola al suo debutto al Carlo Felice nel 2015.

Rivedere regie liriche di grandi maestri è sempre un piacere sopraffino.
Come, ad esempio, quelle di Zeffirelli (indimenticabili le sue Tosca e Turandot di Puccini a La Scala di svariati anni fa, vere pietre miliari nella storia dell’opera)  o di Ronconi (memorabili le sue interpretazioni di Turandot, al teatro Regio di Torino nel 2006, del Trittico nel 2008 e de la Tosca nel 2006 entrambi a La Scala ) Loro sanno veramente rileggere con grande gusto il nostro patrimonio operistico.
E aver potuto rivedere la Boheme ricavata dalla regia di Ettore Scola è stato davvero prezioso.

Anche se l’interpretazione registica di Ettore Scola non è certamente tradizionale, il pubblico ha unanimemente applaudito a tutti e il direttore non si è comportato in maniera paradossale come quella che vedemmo nella Boheme andata in scena due edizioni fa con il direttore, Alberto Veronesi, figlio del celebre Umberto Veronesi, che diresse la prima, tutto il tempo, con gli occhi bendati per criticare il regista francese Christophe Gayral  che aveva ambientato la Boheme con atmosfere sessantottine, anziché bohémien. Per le successive repliche di quella edizione del 2023 Luigi Ficacci, Presidente della Fondazione Festival pucciniano, nominò con successo Manlio Benzi. E io che vidi una delle repliche successive alla Prima vidi alla fine il pubblico comunque applaudire la regia il cast e il nuovo direttore musicale Felici di vedere una inedita riuscita reinterpretazione dell’opera pucciniana.

Boheme sarà in replica a Torre del Lago il 7 agosto (https://www.puccinifestival.it)
Boheme al Festival Puccini 2025

 

Sergio Buttiglieri
Sergio Buttiglieri*************

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