verbasco

Nota anche come ‘tasso barbasso’, il verbasco è uno dei rimedi naturali più antichi, tanto che pare fosse in uso oltre duemila anni fa, soprattutto nell’antica Grecia. Forse qualcuno ricorderà che il Manzoni ne parla ne “I Promessi Sposi”, citandola come erba infestante che ha invaso la vigna trascurata di Renzo. È la pianta per eccellenza utilizzata per la cura dei disturbi respiratori, grazie alla elevata concentrazione di mucillagini insieme a saponine e flavonoidi che essa contiene. Efficace antinfiammatorio, vanta anche virtù antispasmodiche, calmanti ed espettoranti e può essere adoperato per la cura di tonsilliti, tracheiti, raffreddore, faringiti, otite, bronchite e sindromi influenzali. È ottimo anche per la tosse secca, l’asma e la rinite allergica. Oltre a contrastare problemi respiratori, il verbasco viene usato per trattare disturbi sia cutanei che gastrointestinali. La pianta ha un effetto lassativo che la rende efficace per depurare il tratto intestinale e, stimolando anche la diuresi, si dimostra particolarmente efficace per la purificazione di tutto l’organismo. Molti studi si sono concentrati sulla sua capacità di disinfiammare l’apparato gastrointestinale: in particolare, uno studio dell’Università iraniana di Mashhad ha dimostrato l’efficacia degli estratti di verbasco contro i batteri che colonizzano le mucose gastroenteriche, contribuendo così a sconfiggere le infezioni a carico del sistema digestivo. Della pianta in passato si sono impiegate soprattutto le foglie, mentre i fiori hanno effetti sedativi, tuttavia oggi è disponibile in erboristeria sotto forma di estratti secchi, oli, nonché come ingrediente di altri prodotti. Si può così assumere per uso interno oppure utilizzarlo per l’applicazione locale sulle zone della pelle interessate da irritazioni. L’assunzione di questa pianta solitamente non presenta particolari controindicazioni. Si può assumere come tisana utilizzando sia le foglie che i fiori secchi: è però utile sapere come la peluria tipica delle foglie possa essere irritante per le mucose, tanto che occorre assicurarsi di filtrare accuratamente il liquido ottenuto dalla preparazione di tisane o infusi. È comunque preferibile acquistare questo prodotto fitoterapico in farmacia o erboristeria e valutare un’eventuale ipersensibilità individuale al consumo nelle dosi consigliate. Per evitare particolari effetti collaterali, è sempre opportuno richiedere il consenso del medico all’impiego di questa pianta. In ogni caso viene sconsigliato il consumo alle donne in gravidanza o nel periodo di allattamento.

 

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