Marta Cartabia ph Max Allegritti

Il Governo sotto la guida dello straordinario Mario Draghi si è appena insediato e con lui le speranze di tantissimi Italiani. Tra questi i non più giovanissimi che avevano avuto modo di conoscere il livello degli uomini politici della tanto vituperata prima Repubblica, la quale aveva espresso veri e propri Statisti, a prescindere dal colore politico. Le attese e il diffuso entusiasmo che Draghi ha generato sono giustamente proporzionali alla dimensione e la stima che ha saputo meritarsi in Italia e nel mondo con la propria azione e con una grande classe che lo contraddistingue.
Tra le sfide più importanti da affrontare c’è certamente una riforma della Giustizia che finalmente possa essere seria, equilibrata ed efficace. Dopo aver partecipato in prima persona, oltre vent’anni fa, alla riforma del processo civile, purtroppo mai attuata nella forma da noi prospettata e che invece avrebbe tagliato in modo esponenziale la durata di tale processo, ho la speranza che il nuovo Ministro possa essere ricordato per aver finalmente rimosso le incrostazioni di un sistema processuale ormai decadente da ogni punto di vista.

Roma, Ministero della Giustizia a via Arenula -  ph Lalupa
Roma, Ministero della Giustizia a via Arenula – ph Lalupa

Avrei sperato che il Ministro della Giustizia potesse essere un avvocato, ritenendo che tale categoria professionale abbia più di altre una visuale pragmatica sul da farsi a 360°, ma dopo la cocente delusione determinata dall’operato del Ministro uscente (avvocato) ho accolto con entusiasmo l’attuale Guardasigilli, Marta Cartabria, la quale è semplicemente una persona straordinaria il cui percorso professionale costringe chiunque a scattare sull’attenti e a complimentarsi con una donna che incarna perfettamente il concetto del fuoriclasse. Basti pensare che la stessa, che oggi ha solamente 57 anni, ha una grande esperienza internazionale, è Professore Ordinario di Diritto Costituzionale, è stata per 9 anni alla Corte Costituzionale della quale è stata il primo Presidente Donna della storia della nostra Repubblica e ultimo ma non ultimo elemento di questo sfolgorante percorso personale è che, nel frattempo, abbia trovato il tempo e il modo di essere una felice mamma di 3 figli.
Solo per evidenziare uno dei tanti aspetti che riguarda la sfida che si trova ad affrontare il Ministro, mi limito a riportare la quantificazione dei procedimenti civili pendenti dinanzi a tribunali ordinari, ai giudici di pace, ai tribunali per minorenni, alle corti d’appello e alla Corte di Cassazione, che al 31.12.2018 aveva raggiunto quota 3 milioni e 443mila, di cui 2 milioni e 900mila relativi ad affari contenzioso, lavoro, famiglia e volontaria giurisdizione e 527.792 propri delle esecuzioni e fallimenti. Di tali procedimenti ci sono più di 550mila procedimenti pendenti che potranno essere oggetto della legge Pinto, ovvero che potrebbero causare richieste di risarcimento per l’irragionevole durata del processo. Non basteranno quindi mere riforme processuali ma dovranno essere effettuati gli adeguamenti di personale e la profonda riorganizzazione dei Tribunali.

Avv. Antonello Martinez

Prof. Avv. Antonello Martinez
Studio Legale Associato
Martinez & Novebaci
Milano – Via Archimede n° 56
www.martinez-novebaci.it

 

tratto da:
Milano 24orenews Marzo 2021

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Roma 24orenews Marzo 2021

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