Mai come in questo periodo abbiamo assistito a scene che hanno dell’incredibile in merito alle vaccinazioni e ai provvedimenti governativi come il green pass. Manifestazioni, violenze, dibattiti interminabili determinati da un malinteso senso di democrazia, di libertà e di ciò che in un periodo privo di cultura e di scarsa conoscenza del diritto costituzionale viene per le vie brevi etichettato come: “non politicamente corretto”. Mi chiedo se tali comportamenti siano frutto di pura ignoranza o di malafede. Come si può non leggere i dati entusiasmanti che hanno portato l’Italia ad essere al di sopra di tutti gli altri Paesi UE essendo in fase di raggiungimento del 90% di persone over 12 completamente vaccinate o ancora i dati straordinari dei ricoveri e dei posti occupati in terapia intensiva anch’essi i migliori nel mondo. Possiamo dire in modo terzo ed oggettivo che la curva epidemiologica è totalmente sotto controllo grazie ai provvedimenti adottati e al grande senso di responsabilità dei cittadini malgrado le renitenze di chi per comodi motivi ideologici non si è voluto vaccinare. Se oggi abbiamo aperte le scuole, le attività economiche e i luoghi della nostra socialità questo è dovuto alle scelte politiche e al senso civico di chi si è vaccinato e non certo di coloro che comodamente hanno fatto ingiustificabili resistenze alle indicazioni che la scienza ci dava. Sono contento di questi risultati anche in risposta a quella piccola parte di medici che sconsigliavano il vaccino sconfessando peraltro ogni evidenza scientifica. Ma a parte i sorprendenti risultati ottenuti che non possono essere oggetto di confutazione in quanto dati numerici oggettivi tale ristretta cerchia di medici ha dovuto incassare un’altra severa e tombale sconfitta con il pronunciamento alla fine dello scorso mese di ottobre del Consiglio di Stato, Istituzione questa che certamente non può essere considerata politicizzata o che possa emettere sentenze di natura ideologica. Ebbene il Consiglio di Stato con una sentenza che non lascia adito ad alcun dubbio ha respinto l’istanza di alcuni medici e altri operatori sanitari del Friuli Venezia Giulia confermando l’obbligo vaccinale così come previsto per il personale sanitario dall’art. 4 del d.l. n. 44 del 2021. Con tale sentenza il CdS, ha graniticamente sostenuto la piena e assoluta legittimità dell’obbligo vaccinale evidenziando che lo stesso “…è imposto a tutela non solo del citato personale, impegnato nella lotta contro la diffusione del virus Sars-CoV-2, ma anche dei pazienti e delle persone più fragili che sono ricoverate o si recano comunque nelle strutture sanitarie o socioassistenziali” riportando altresì nella motivazione della sentenza che “l’obbligo vaccinale non si fonda solo sulla relazione di cura e fiducia tra paziente e personale sanitario, ma anche sul più generale dovere di solidarietà (art. 2 Cost.) che grava su tutti i cittadini, a cominciare dal personale sanitario, nei confronti dei soggetti più vulnerabili e che sarebbero più esposti alle conseguenze gravi o addirittura letali del virus per via del contatto con soggetti non vaccinati”.

Prof. Avv. Antonello Martinez
Studio Legale Associato
Martinez & Novebaci
Milano – Via Archimede n° 56
www.martinez-novebaci.it
Tratto da
Milano 24orenews italiadagustare Novembre 2021

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