Il Codice della crisi di impresa e dell’insolvenza

Il Codice della crisi di impresa e dell’insolvenza (D. Lgs. n. 14/2019) dovrebbe entrare in vigore il prossimo 1° settembre 2021 e quindi sostituire in modo definitivo il R.D. 16 marzo 1942 n. 267.

Il condizionale è d’obbligo considerata l’attuale situazione dovuta alla pandemia da Covid-19 che ha colpito tutte le imprese a livello nazionale ed internazionale e che ha indotto il Ministro della Giustizia Marta Cartabia a nominare una commissione di esperti con il compito di valutare ulteriori interventi sul CCI volti a modificare una parte della normativa per far fronte alle difficoltà delle imprese dovute alla pandemia.

Come noto il Codice disciplina in un unico testo la crisi e l’insolvenza dell’imprenditore commerciale e quella del debitore civile, del professionista, dell’imprenditore commerciale sottosoglia, dell’imprenditore agricolo, delle start up.

Con la sua emanazione il Legislatore ha rinvenuto nella precoce emersione della crisi un elemento essenziale al fine di scongiurare la progressiva dispersione del valore aziendale.

La salvaguardia del valore dell’impresa e la continuità aziendale sono così divenuti le finalità alle quali guardare, perseguibili attraverso l’imposizione di obblighi di segnalazione endo ed extra societari; i primi gravano in capo agli organi di controllo che verificheranno l’adeguatezza degli assetti organizzativi predisposti dall’impresa in funzione sia della rilevazione tempestiva della crisi che dell’adozione degli strumenti a garanzia della continuità aziendale, e che ne segnaleranno le eventuali anomalie all’organo gestorio. Nell’ipotesi di mancata o insoddisfacente risposta di quest’ultimo, l’organo di controllo dovrà informare senza indugio l’OCRI, l’organismo di composizione della crisi – altra importante novità introdotta dal CCI, che ne dispone l’istituzione presso ogni Camera di commercio.

Al processo di segnalazione si uniscono anche i c.d. creditori qualificati, Agenzia delle Entrate e dell’INPS, sui quali, nell’ipotesi in cui l’esposizione debitoria superasse i parametri determinati dal CCI, graverà l’obbligo di segnalare al debitore medesimo l’anomalia, così inducendolo a saldare la propria posizione ovvero a servirsi degli strumenti dettati dal CCI per il suo componimento.

Se da un lato, le previsioni che impongono all’organo amministrativo di istituire assetti organizzativi idonei a intercettare la crisi ed a superarla tempestivamente sono già entrate in vigore con il D. Lgs. n. 14 del 12 gennaio 2019, come anzidetto, è attesa per il primo settembre 2021 l’attuazione della restante parte delle disposizioni del Codice; fatta eccezione per l’obbligo dell’Agenzia delle Entrate di segnalare il debitore iva scaduto, misura la cui attuazione è stata rinviata al 2023 per non travolgere quei soggetti che potrebbero beneficiare di interventi a sostegno a causa dell’emergenza COVID-19.

Ed è appunto in ragione della straordinarietà della situazione attuale, e delle difficoltà che un numero ancora oggi crescente di imprese stanno fronteggiando, che attendiamo di conoscere l’intervento della commissione di esperti, per evitare che la prossima attuazione del CCI possa innescare un crescendo di segnalazioni che rischierebbero di compromettere sul nascere una riforma finalmente sistematica della materia dell’insolvenza.

Avv. Antonello Martinez

Prof. Avv. Antonello Martinez
Studio Legale Associato
Martinez & Novebaci
Milano – Via Archimede n° 56
www.martinez-novebaci.it

 

Tratto da

Milano 24orenews italiadagustare Luglio 2021
Banner MI24 Luglio 2021

 

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